Volvo progetta in 3D e mira a sanare l’inquinamento nei mari

Volvo progetta in 3D e mira a sanare l’inquinamento nei mari

Collater.al Contributors · 9 mesi fa · Design

Ogni minuto l’equivalente di circa un camion di plastica viene “scaricato” negli oceani. Il risultato? Più della metà del litorale di Sydney è artificiale. Gli habitat ricchi e vibranti sono diventati da pareti marine a degradate muraglie devastate dall’inquinamento.

C’è così tanta plastica nell’oceano che gli scienziati dicono che semplicemente non è possibile rimuoverla tutta. Anche lo smantellamento delle pareti marine non è fattibile. Risolvere i problemi ambientali richiede un pensiero moderno e divergente.

Per aiutare a ripulire gli oceani, Volvo – casa automobilistica svedese – ha così installato un habitat marino stampato in 3D nel porto di Sydney. La “Living Seawall” è stata progettata con 50 moduli esagonali, simili a dei basso-rilievi che imitano le radici delle mangrovie. Per concepire questo progetto, la casa automobilistica svedese ha collaborato con il Reef Design Lab e il Sydney Institute of Marine Sciences. Esso mira ad aiutare la sopravvivenza della biodiversità attirando organismi filtranti che assorbono e filtrano le particelle inquinanti (plastiche, metalli, ecc.). I ricercatori monitoreranno la diga per vent’anni per misurare la, speriamo, crescente qualità dell’acqua.

E come nuova politica aziendale, Volvo Cars si impegnerà a rimuovere la plastica monouso da tutti i suoi uffici, mense ed eventi in tutto il mondo, entro al fine del 2019. Inoltre, un milione di auto elettriche saranno messe in commercio entro il 2025.

Testo di Elisa Scotti.

Volvo progetta in 3D e mira a sanare l’inquinamento nei mari
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Ayla Golf Club, la clubhouse firmata Oppenheim Architecture

Ayla Golf Club, la clubhouse firmata Oppenheim Architecture

Claudia Fuggetti · 8 mesi fa · Design

Nella città di Aqaba, nel sud della Giordania, Oppenheim Architecture ha realizzato il progetto dell’Ayla Golf Club, un’insolita clubhouse con un guscio di cemento ondulato che mira ad assomigliare al paesaggio desertico circostante.

La clubhouse è stata ispirata ai paesaggi locali e alle immense dune del deserto giordano: il team di architetti è infatti noto per l’ideazione di progetti innovativi in armonia con la natura.

La struttura, di circa 1207 metri quadri, è la prima parte di un grande complesso ricreativo che comprende un hotel, appartamenti e un centro benessere e spa posizionato intorno a un campo da golf con 18 buche, ideato dal golfista Greg Norman.

La forma curvilinea dell’Ayla Golf Club è sinuosa ed elegante e si mimetizza con il paesaggio circostante, nonostante la duna artificiale sia stata costruita in cemento. Aggiungendo un pigmento arancione alla miscela di cemento si è stabilito un:

“collegamento unico con la natura, in grado di catturare la bellezza elementare e vibrante del paesaggio non lineare del deserto”.

Dai un’occhiata al sito di Oppenheim Architecture qui.

Ayla Golf Club, la clubhouse firmata Oppenheim Architecture | Collater.al
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L’arte digitale di Morten Lasskogen aka @iammoteh

L’arte digitale di Morten Lasskogen aka @iammoteh

Giulia Guido · 8 mesi fa · Design

Il dibattito tra chi sostiene che l’arte digitale sia all’altezza delle altre forme artistiche e chi, invece, non la percepisce ancora come tale è ancora aperto. Se fate parte di quella fetta di persone che non ha ancora preso una decisione, forse abbiamo trovato il graphic designer che vi farà dire “questo è un capolavoro!”.

Lui si chiama Morten Lasskogen, conosciuto su Instagram come @iammoteh, ed è un artista digitale danese. Noi abbiamo deciso di proporvi i suoi lavori in cui protagonista assoluta è la natura, dalle piante all’acqua, concludendo con le nuvole. 

La perfezione dei suoi render ci fa dubitare, dobbiamo guardarli e studiarli bene prima di capire se sono reali o no, ma è proprio questo il punto di forza dell’arte digitale. L’impossibile diventa realtà, così tutto è possibile, anche una nuvola chiusa in una stanza. 

iammoteh Morten Lasskogen | Collater.al
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L’arte digitale di Morten Lasskogen aka @iammoteh
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Just Buy it! Soviet Asia è il libro sull’architettura sovietica da avere assolutamente

Just Buy it! Soviet Asia è il libro sull’architettura sovietica da avere assolutamente

Collater.al Contributors · 8 mesi fa · Design

Si chiama “Soviet Asia” ed è un libro interamente dedicato all’architettura modernista sovietica in Asia Centrale. Questa pubblicazione è il risultato di un lungo lavoro degli instancabili fotografi Roberto Conte e Stefano Perego, che viaggiano il mondo alla ricerca di chicche architettoniche tradotte poi in sorprendenti immagini.

Questa volta è il turno dell’Asia Centrale. Pubblicato da FUEL ad aprile 2019, “Soviet Asia” è un libro che riassume il tour di Roberto e Stefano attraverso le ex repubbliche sovietiche del Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Tagikistan, documentando edifici costruiti tra gli anni ’50 e la caduta dell’URSS.

Immagini incredibili di architetture poco note o del tutto sconosciute: musei, complessi residenziali, università, circhi, palazzi delle cerimonie. Il tutto in uno stile eclettico che vede elementi sovietici mischiarsi con l’architettura islamica e persiana, il cemento con le piastrelle colorate e i mosaici, uno scontro tra brutalismo ed elementi orientali. 

soviet asia | Collater.al
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Testo di Bianca Felicori

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Koda Townhouse: la casa in costante evoluzione

Koda Townhouse: la casa in costante evoluzione

Collater.al Contributors · 8 mesi fa · Design

È situata in una tranquilla strada di periferia nella provincia di Aichi, la Koda Townhouse. Il progetto è dello studio dell’architetto giapponese Naoya Kitamura. È una casa minimalista a pianta aperta, ideata per una famiglia composta da 4 persone – compresa di due adulti e due bambini.

Dall’esterno sembra tutt’altro che accogliente, simile ad un prefabbricato, in ferro ondulato bianco che non si lega in nessun modo all’ambiente circostante. Appena si varca la soglia d’ingresso però, si inizia a respirare un ambiente familiare e accogliente. La casa è interamente fatta in legno chiaro con finiture metalliche, è un grande open-space, molto luminoso e le aree sono delimitate da una serie di pilastri in legno.

La planimetria è stata studiata in modo tale che possa cambiare a seconda delle esigenze della famiglia, anche nell’eventualità che la famiglia si allarghi. Si estende su due livelli distinti. Il secondo inizia a soli 1.5 mt di altezza, creando degli spazi, piattaforme e angoli  da utilizzare per un momento di relax o per dormire.

Testo di Elisa Scotti

Koda Townhouse: la casa in costante evoluzione
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