Vinilica vol. 54 – Sicket

Vinilica vol. 54 – Sicket

Emanuele D'Angelo · 2 mesi fa · Music

“Si vede che ho voglia di ballare dal tramonto all’alba in una spiaggia con il sudore e gli abbracci e la sabbia e la vodka? E i gabbiani. Secondo me si.
Cocài per me è tutto questo, da un soppalco di Milano, ed è il mio secondo pezzo”.

Queste sono le parole di Sicket che torna sulle scena con Cocài, il nuovo singolo fuori oggi, 26 maggio. Influenze elettroniche si fondono con suoni ambientali, parti strumentali “suonate” e le sonorità analogiche dei sintetizzatori. Il mondo di Sicket è un progetto dedicato alla ricerca e sperimentazione sonora, che si inserisce in una nuova scena musicale molto attenta all’underground elettronico italiano e internazionale e con la voglia di proporre il proprio suono. 

I Cocài in dialetto veneziano sono i gabbiani che non capisci mai se sono più belli o più infami, ma c’hanno sempre un certo fascino. Chi non ne ha mai fotografato uno? “Cocài” è musica elettronica composta ed eseguita da Sicket, padovano classe 1990.
Inserito nella squadra di Undamento, dopo diversi tour Italiani in qualità di polistrumentista e direttore artistico, è pronto al suo debutto solista con il suo secondo singolo.

Per Collater.al mag ha anche realizzato una playlist con tutte le sue influenze musicali e sulla sua personale definizione di musica!

“Che musica fai?” di solito le conversazioni che cominciano così sono complicate. Specialmente se dare un nome, una categoria o anche solo un riferimento al tuo interlocutore è così difficile che, probabilmente, lui in realtà? non lo vuole sapere. Solo che non lo sa, e quindi chiede. Alla fine rispondi solamente “elettronica”, sperando di soddisfare almeno in parte la curiosità? o la semplice gentilezza dellʼeducato interlocutore. Non è facile in effetti descrivere il tipo di musica che mi piace, e conseguentemente quella che faccio. Non è esattamente elettronica intesa come “Club”, anche se molti la ballerebbero molto volentieri, e non è esattamente musica da “Disco” (inteso come record in inglese), perché pochi sono abituati a 45 minuti di strumentali spesso senza neanche un sample vocale.

È sicuramente molto libera, proprio per questo, e diciamo che sta al limite tra lo stereo e il club. Ormai affermatissima in Europa e nel mondo, in grande crescita in Italia. Ad ogni modo, quando lʼeducato interlocutore è qualcosa più che semplicemente educato e quindi genuinamente curioso, il modo migliore per dargli unʼidea il più precisa possibile è fare una playlist e linkargliela. Diciamo che questa è la playlist che risponderebbe a quella domanda, se foste sinceramente curiosi e non solo ben educati.

PHOTO CREDIT: Tommaso FobettiSara Olivetti

Vinilica vol. 54 – Sicket
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 3 settimane fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @emipitti, @alessandrascopetta, @mattia.dn, @marina_bocchetti, @maggie.ferraro, @georgiacalderone, @f_o_c_u_s_s, @ondiraitnu, @snapmyeye, @alinuvemphotography.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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A thousand leaves; 1 or 2?

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Le architetture surreali di Frank Kunert

Le architetture surreali di Frank Kunert

Emanuele D'Angelo · 3 settimane fa · Art, Photography

Grazie alla meticolosa maestria artigianale di Frank Kunert, a volte ci vuole qualche istante perché lo spettatore si renda conto che sta guardando un modellino. Molte delle fotografie sembrano raffigurare una scena quotidiana di vita domestica, una stanza da pranzo, un asilo nido, ad eccezione dell’inserimento di un singolo dettaglio stridente, un suo marchio di fabbrica.

Le miniature fatte a mano dell’artista tedesco ricreano scene apparentemente normali che, a un ulteriore esame, rivelano uno scenario surreale.
In Under The Bridge, una colonna di supporto per un volantino dell’autostrada è stata trasformata in una dolce casetta a schiera, mentre in Climbing Holidays un motel sul ciglio della strada è accessibile solo attraverso una scala a pioli.

“Spero che lo spettatore si diverta, ma che senta anche la malinconia delle mie opere e l’ambivalenza della vita, la commedia e la tragedia del nostro cosiddetto mondo civile”

In One Bedroom Apartment, una porta si apre su una casa a forma di armadio con un materasso incastrato ad angolo sopra un gabinetto, mentre un grazioso balcone con alberi e un ombrellone sporge in modo incongruo dal lato di una centrale elettrica che erutta inquinamento in Small Paradise.

Per Place In The Sun, usa i balconi per illustrare la vita degli abbienti e dei non abbienti, dove una nuova e bellissima villa ha una terrazza all’aperto che sporge a sbalzo sul balcone del vicino di casa, bloccando la luce.

Qui sotto puoi trovare altri suoi lavori, ma per scoprirli tutti visita il suo sito!

Le architetture surreali di Frank Kunert
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Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Giulia Guido · 3 settimane fa · Art

Ariel Sun è una designer e artista cinese con base a New York che realizza delle illustrazioni digitali minimali e iper colorate. 

Ariel è un’artista autodidatta, non ha mai frequentato corsi o scuole d’arte, questo le ha permesso di sviluppare uno stile personale, basato solo sul suo gusto, e di lavorare solo sui suoi soggetti preferiti. 

Con gli anni, quello che era nato come un passatempo, un modo per dare sfogo alla propria creatività, è diventato un lavoro che ha portato Ariel Sun a collaborare con diversi brand e clienti. 

Al contrario di molti suoi colleghi, Ariel lavora completamente in digitale, dallo schizzo le ultime rifiniture, spesso facendosi ispirare da ciò che vede, dai suoi viaggi, altre volte da fotografie. I forti contrasti, che danno vita a giochi di luci e ombre, e una palette di colori accesi e pieni vengono bilanciati da uno stile minimale, fatto da poche linee e ancora meno elementi, regalando al risultato finale un non so che di rilassante e pacifico. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei lavori di Ariel Sun, ma per scoprirli tutti e non perdervi i prossimi seguitela su Instagram e visitate il suo sito

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun
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“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

Emanuele D'Angelo · 4 settimane fa · Art

Gli artisti Camille Benoit e Mariana Gella hanno utilizzato il lockdown per dare vita al loro ultimo progetto “The invisible city”, modelli architettonici di città fantastiche, realizzate solo con carta e strumenti che avevano in casa.

I loro quattro modelli di carta, chiamati Saori, Azra, Calista e Ika, hanno preso ispirazione dal libro “Città invisibili” di Italo Calvino, che “esplora l’immaginazione attraverso le descrizioni dei viaggi di Marco Polo“.

Benoit e Gella hanno trasformato il loro salotto in un vero e proprio laboratorio per assemblare i loro quattro progetti. La maggior parte dei giorni si svegliavano con piccoli pezzi dei loro progetti nei letti, inizialmente infatti hanno disegnato le città su carta prima di sviluppare i prospetti frontali su Illustrator per avere un’idea generale di come sarebbe stata l’architettura.

Sebbene le “The invisible city” siano immaginarie, il loro design si è basato su alcuni edifici reali, tra cui La Muralla Roja di Ricardo Bofill, che ha ispirato il modello Calista e L’Institut du Monde Arabe e Sakura House, che ha influenzato Saora.
Ika è stata progettata per prendere spunto dalla Casa del collage di S+PS Architects, mentre Azra fa riferimento alla casa di Xavier Corberó.

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella
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