Any Creative Form, la prima docu-serie firmata Collater.al Studio e Loft Films

Any Creative Form è una serie documentaria originale in sei puntate, ciascuna delle quali dedicata a un artista internazionale. Un viaggio nel mondo di sei giovani talenti, per indagare l’urgenza dei nuovi linguaggi espressivi. Una riflessione sulla creazione artistica e la sua fruizione nell’epoca digitale.

Sei micro film sontuosi e poetici, ognuno pensato con una sua precisa identità visiva, un suo linguaggio, e che documentano l’inconfondibile abilità dei sei artisti.

Any Creative Form è un primo esperimento autoriale dal respiro televisivo, iniziato circa due anni fa e nato dalla collaborazione tra Collater.al Studio e la casa di produzione londinese Loft Films. Una collaborazione che per anni ho e abbiamo inseguito e che è frutto di un’amicizia nata una sera d’autunno del 1996. Ma questa è un’altra storia.

È stato un progetto ambizioso sin dal suo primo concepimento, sia per le distanze effettive delle due agenzie che lo hanno creato, sia perché realizzato senza alcun sostegno economico, sia perchè sviluppato in un ampio arco temporale, nei momenti di pausa dalle nostre rispettive collaborazioni commerciali.

La docu-serie intende promuovere la contemporanea cultura creativa, la sua mutazione scaturita con l’avvento delle piattaforme sociali e la conseguente nascita/affermazione di nuovi talenti grazie all’uso di canali di comunicazione alternativa.

Attraverso i loro profili, le loro esperienze, sempre diverse ma perfettamente sovrapponibili anche se nate in differenti parti del globo, abbiamo cercato di raccontare noi stessi, la nostra passione, il DNA di Collater.al e Loft Films, così indissolubilmente legato all’arte pop del XXI secolo e alla sua capacità comunicativa digitale.

Vi facciamo raccontare meglio il lavoro di questi due anni da Daniele Fazio, creative director di Loft Films, nostro compagno di viaggio da tempo, a cui sono legato da un’amicizia di quasi 25 anni.

Ciao Daniele, intanto parlaci di Loft Films. Quando nasce e di cosa si occupa la tua casa di produzione?

Loft è nata nel 2015. Dopo anni di vita da Freelancer internazionale nell’ambito di produzione, regia e fotografia sentivo il bisogno di una dimora creativa fissa che mi rappresentasse. Un luogo dove far nascere progetti, sviluppare talenti e dare vita a collaborazioni come la nostra. Realizziamo cortometraggi di narrazione cinematografica con un enfasi sull’estetica documentaristica e puntando spesso sulla serialità. Dal mondo dell’arte a quello dell’industria, passando per la musica e lo sport, ci piace identificare il fulcro di ogni storia che raccontiamo per poi sviluppare la forma più adatta a comunicare quel messaggio. Spesso i nostri progetti hanno uno sfondo commerciale e in quei casi lavoriamo sia con agenzie che direttamente con aziende, altre volte nascono da collaborazioni editoriali o sono auto prodotti. Al momento stiamo sviluppando diversi progetti per cinema e TV che rappresentano il prossimo passo naturale della nostra evoluzione!

Da tempo progettavamo di lavorare assieme e quest’anno abbiamo realizzato diversi contenuti oltre a questa docu-serie, ma magari chi ci legge non conosce bene la nostra storia. Visto che io sto tentando di fare la persona seria e distaccata, vuoi raccontarci tu come nasce la collaborazione con Collater.al Studio?

Noi ci conosciamo da quando avevamo quindici anni. Eravamo appassionati di skate, hip hop, “graffiti”, cinema e arte. Sembra ridicolo dirlo ma ci siamo conosciuti in strada ed è lì che ci siamo formati a livello culturale. Tra un contest di freestyle e una session di writing, noi dalla Sicilia sognavamo l’America, o magari anche solo Milano! Alla fine due anni fa ci siamo ritrovati a parlare del fatto che entrambi avremmo voluto fare una serie di film sui protagonisti “dell’arte nell’epoca della sua trasformazione digitale”! E così è nata Any Creative Form, un progetto che unisce l’abilità di Collater.al ad identificare i trend artistici del panorama digitale e il know-how di Loft Films nel produrre film a livello internazionale. Nel frattempo abbiamo anche collaborato su un video clip di ispirazione ultra cinematografica per Jon Lui e Don Said e un progetto di branded content per Barilla, insieme a Domenico Romeo…e Roger Federer! Il comune denominatore di tutti questi progetti resta sempre la passione per la creatività e per il cinema, che entrambi nutriamo da sempre.

Per quanto riguarda Any Creative Form, quale è stato il tuo approccio creativo? Come hai lavorato con ogni singolo artista?

La mia idea sin dall’inizio era di creare come dei ritratti impressionisti, che fossero un po’ più simili ad una poesia che a un saggio. Non mi interessava molto raccontare il ‘curriculum’ degli artisti ma piuttosto riuscire a immortalare la personalità creativa di ognuno di loro creando delle atmosfere che riflettessero coerentemente la loro voce e indole. In ognuno dei casi ho passato del tempo a conoscere gli artisti personalmente, studiando le loro opere e assorbendo il loro habitat naturale per afferrare quelle impressioni da tradurre nell’ambito di ciascun video. Il mio obiettivo è diventato poi quello di raccontare il punto di vista di ognuno di loro, differenziando ogni video a livello estetico e al contempo unificando la serie attraverso il mio stile e sensibilità registica.

Cosa hai cercato di far emergere da ciascuna intervista?

C’è una domanda che chiedo sempre alle persone che intervisto: Perché fai ciò che fai? La mia preoccupazione principale è sempre quella di identificare la spinta iniziale a creare e i modi di pensare, o sentire, che portano un individuo ad esprimersi in un modo specifico. Con ognuno dei sei film volevo rispondere a questa domanda, volevo raccontare il loro modo di vedere il mondo.

Cosa hai trovato in comune tra loro e cosa li distingueva?

Credo che tutti i protagonisti avessero in comune una sorta di ossessione verso il proprio lavoro. Un bisogno endemico di esprimersi attraverso la propria arte o semplicemente di passare la maggiorate del proprio tempo a praticare la propria disciplina, per stare bene, per sentirsi vivi. Sembra banale ma è così. Credo che ognuno di loro continuerebbe a creare le proprie opere anche se queste non venissero mai viste da nessuno. Il risultato di questa dedizione al proprio lavoro si traduce all’atto pratico, nel fatto che che ognuno di loro ha costruito la propria vita intorno alla creatività. E poi l’altra cosa che hanno in comune è che hanno case bellissime! Per cogliere le differenze invece basta guardare i loro lavori. Alcuni sono più colorati e leggeri, altri più seri e cupi. A volte le linee sono nette penetranti in altri casi morbide; così i soggetti che vanno dall’osservazione della natura alla mistica orientale, passando per il rap, il buddismo e il design sostenibile. Ognuno di loro è un individuo con una personalità unica, e la loro arte è spesso lo specchio del loro modo di essere.

Quali pensi che possano essere i futuri progetti nati dalla collaborazione tra i due studi creativi?

Vorremmo continuare con ACF, magari una seconda serie o forse espandere il formato, adattandolo alla TV. Poi abbiamo in cantiere una nuova serie che invece parlerà di personalità del mondo della musica. Stiamo anche sviluppando un progetto narrativo che è ancora in fase embrionale ma che ci vedrà lavorare con sceneggiatori, attori e quant’altro – non posso dire di più al momento! Ed infine ci sono diversi progetti commerciali all’orizzonte che amiamo produrre sia per la sfida creativa, sia per pagare le bollette!

Any Creative Form, la prima docu-serie firmata Collater.al Studio

Alessandro Timpanaro | Creative Director di Collater.al

Any Creative Form, la prima docu-serie firmata Collater.al Studio e Loft Films
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