Prada Spring/Summer 2021 – Lo show che non c’è mai stato

Prada Spring/Summer 2021 – Lo show che non c’è mai stato

Andrea Tuzio · 1 mese fa · Style

Ieri ha avuto inizio la prima Milano Digital Fashion Week e Prada ha presentato la collezione Spring/Summer 2021 con uno show digitale intitolato “Prada Multiple Views, lo show che non c’è mai stato”, in cui 5 tra i più stimati fotografi e videomaker internazionali, hanno dato visione al pensiero della maison.

Un nuovo e necessario concetto di semplicità, la purezza radicale, la precisione come antidoto alla complessità in questo momento di fragilità che nasconde una forza quieta manifestata attraverso la fermezza nella gioia.

Quando i tempi diventano complessi, gli abiti diventano semplici, non ostentati, macchine per vivere e strumenti per l’azione e l’attività”. In tutta onestà penso – ha aggiunto Miuccia Prada in una nota – che il nostro lavoro come stilisti di moda sia quello di creare abiti per persone. Questo è davvero il valore del nostro lavoro, creare abiti belli e intelligenti. In questa stagione ci siamo concentrati su questa idea: mettere al centro gli indumenti e dare valore ai capi. Gli abiti sono semplici ma con il concetto di semplicità come antitodo all’inutile complicazione. Questo è un momento che richiede una certa serietà, un momento per pensare e riflettere sulle cose. Cosa facciamo, a cosa serve la moda, per cosa siamo qui? Qual è il contributo che la moda può dare alla comunità?”

Willy VanderperreJuergen Teller, Martine SymsJoanna Piotrowska e Terence Nance hanno realizzato 5 short film che raccontano la nuova semplicità voluta da Miuccia in questa nuova collezione, cinque sguardi diversi per un’unica visione, molteplici dialoghi, 5 capitoli per un unico grande racconto.

CHAPTER 1
Willy Vanderperre

“Prada si evolve e cambia ogni stagione, questa in particolare, che stavamo fotografando e filmando mi è sembrata una collezione onesta. Spogliata delle idee di moda, ma allo stesso tempo se ne riappropria . Sembrava anche introspettiva e leggermente schizofrenica. Uno sguardo al passato proiettato verso il futuro. Spero che il pubblico, vedendo il film, abbia la percezione di una presentazione pura e onesta della collezione”.

CHAPTER 2
Juergen Teller

“È stato un onore essere invitati a fotografare e filmare l’ultima collezione di Miuccia. Ho pensato che gli uomini e le donne fossero belli, eleganti e moderni. Mi è piaciuto osservare la visione di Miuccia e cercare di darle un senso il più onesto e diretto possibile”.

CHAPTER 3
Joanna Piotrowska

“Il gesto e la fisicità sono una forma essenziale di comunicazione non verbale e giocano un ruolo importante negli aspetti concettuali e compositivi del mio lavoro. Lo schiocco delle dita è un’azione rapida e sottile, ma che richiede attenzione. Viene anche usato per indicare l’approvazione o per mantenere il ritmo. Ho pensato che questo potesse essere uno spazio interessante per lavorare con lo snap come motivo ricorrente, che segna i movimenti e cattura l’attenzione dello spettatore verso ogni nuovo look”.

https://www.instagram.com/p/CCoDvAyj8PL/

CHAPTER 4
Martine Syms

“Il video è un collage di molteplici formati e presenta movimenti iterativi e ripetitivi intervallati con persone bellissime che fissano immagini di loro stesse su monitor e schermi a Milano e nel mio studio di Los Angeles. Poiché i pezzi della collezione hanno un sapore anni ’60, ho cercato di includere diversi riferimenti alla cultura cinematografica e alla subveglianza di quel periodo e del presente. Mi ispiro al modo in cui gli schermi sono venuti a farci e a disfarci – e a cosa significa essere vivi, respirare e muoversi.

CHAPTER 5
Terence Nance

“Il film che è venuto fuori è nato dalla velocità e dal gioco; non ho parole per decodificare quale sia stato, quale sia e sarà il significato, ma può essere una questione di tempo – mantenere i tuoi organi in quel vaso che chiamiamo corpo mentre si contorce e ama ogni secondo che passa”.

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 4 settimane fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @emipitti, @alessandrascopetta, @mattia.dn, @marina_bocchetti, @maggie.ferraro, @georgiacalderone, @f_o_c_u_s_s, @ondiraitnu, @snapmyeye, @alinuvemphotography.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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Sicilia

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A thousand leaves; 1 or 2?

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Le architetture surreali di Frank Kunert

Le architetture surreali di Frank Kunert

Emanuele D'Angelo · 4 settimane fa · Art, Photography

Grazie alla meticolosa maestria artigianale di Frank Kunert, a volte ci vuole qualche istante perché lo spettatore si renda conto che sta guardando un modellino. Molte delle fotografie sembrano raffigurare una scena quotidiana di vita domestica, una stanza da pranzo, un asilo nido, ad eccezione dell’inserimento di un singolo dettaglio stridente, un suo marchio di fabbrica.

Le miniature fatte a mano dell’artista tedesco ricreano scene apparentemente normali che, a un ulteriore esame, rivelano uno scenario surreale.
In Under The Bridge, una colonna di supporto per un volantino dell’autostrada è stata trasformata in una dolce casetta a schiera, mentre in Climbing Holidays un motel sul ciglio della strada è accessibile solo attraverso una scala a pioli.

“Spero che lo spettatore si diverta, ma che senta anche la malinconia delle mie opere e l’ambivalenza della vita, la commedia e la tragedia del nostro cosiddetto mondo civile”

In One Bedroom Apartment, una porta si apre su una casa a forma di armadio con un materasso incastrato ad angolo sopra un gabinetto, mentre un grazioso balcone con alberi e un ombrellone sporge in modo incongruo dal lato di una centrale elettrica che erutta inquinamento in Small Paradise.

Per Place In The Sun, usa i balconi per illustrare la vita degli abbienti e dei non abbienti, dove una nuova e bellissima villa ha una terrazza all’aperto che sporge a sbalzo sul balcone del vicino di casa, bloccando la luce.

Qui sotto puoi trovare altri suoi lavori, ma per scoprirli tutti visita il suo sito!

Le architetture surreali di Frank Kunert
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Le architetture surreali di Frank Kunert
Le architetture surreali di Frank Kunert
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Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Giulia Guido · 4 settimane fa · Art

Ariel Sun è una designer e artista cinese con base a New York che realizza delle illustrazioni digitali minimali e iper colorate. 

Ariel è un’artista autodidatta, non ha mai frequentato corsi o scuole d’arte, questo le ha permesso di sviluppare uno stile personale, basato solo sul suo gusto, e di lavorare solo sui suoi soggetti preferiti. 

Con gli anni, quello che era nato come un passatempo, un modo per dare sfogo alla propria creatività, è diventato un lavoro che ha portato Ariel Sun a collaborare con diversi brand e clienti. 

Al contrario di molti suoi colleghi, Ariel lavora completamente in digitale, dallo schizzo le ultime rifiniture, spesso facendosi ispirare da ciò che vede, dai suoi viaggi, altre volte da fotografie. I forti contrasti, che danno vita a giochi di luci e ombre, e una palette di colori accesi e pieni vengono bilanciati da uno stile minimale, fatto da poche linee e ancora meno elementi, regalando al risultato finale un non so che di rilassante e pacifico. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei lavori di Ariel Sun, ma per scoprirli tutti e non perdervi i prossimi seguitela su Instagram e visitate il suo sito

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun
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Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun
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“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

Emanuele D'Angelo · 1 mese fa · Art

Gli artisti Camille Benoit e Mariana Gella hanno utilizzato il lockdown per dare vita al loro ultimo progetto “The invisible city”, modelli architettonici di città fantastiche, realizzate solo con carta e strumenti che avevano in casa.

I loro quattro modelli di carta, chiamati Saori, Azra, Calista e Ika, hanno preso ispirazione dal libro “Città invisibili” di Italo Calvino, che “esplora l’immaginazione attraverso le descrizioni dei viaggi di Marco Polo“.

Benoit e Gella hanno trasformato il loro salotto in un vero e proprio laboratorio per assemblare i loro quattro progetti. La maggior parte dei giorni si svegliavano con piccoli pezzi dei loro progetti nei letti, inizialmente infatti hanno disegnato le città su carta prima di sviluppare i prospetti frontali su Illustrator per avere un’idea generale di come sarebbe stata l’architettura.

Sebbene le “The invisible city” siano immaginarie, il loro design si è basato su alcuni edifici reali, tra cui La Muralla Roja di Ricardo Bofill, che ha ispirato il modello Calista e L’Institut du Monde Arabe e Sakura House, che ha influenzato Saora.
Ika è stata progettata per prendere spunto dalla Casa del collage di S+PS Architects, mentre Azra fa riferimento alla casa di Xavier Corberó.

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella
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“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella
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