Le donne nelle immagini di Nirav Patel

Le donne nelle immagini di Nirav Patel

Claudia Fuggetti · 8 mesi fa · Photography

È molto probabile che nella sua vita precedente il fotografo Nirav Patel fosse un abile pittore olandese, magari amico di Jan Vermeer. Dopo Hopper e Caravaggio, una grande fonte d’ispirazione per la fotografia non poteva che essere la pittura olandese del Seicento.

L’elemento chiave della costruzione di ogni immagine è proprio la finestra, da cui filtra quasi sempre un raggio di luce di grande effetto, capace di illuminare solo parte del volto delle protagoniste, in modo tale da generare emozioni nello spettatore.

Non è casuale che propio Vermeer si servisse della camera oscura per realizzare i suoi minuziosi dipinti, come sostiene il noto pittore inglese David Hockney nel suo libro Il segreto svelato; anche nelle foto di Nirav i dettagli e la resa del colore sono impeccabili. Le sue donne sono quasi sempre un po’ malinconiche e indossano vestiti dallo stile molto vintage, che contribuiscono alla costruzione di un immaginario ben delineato.

Occhi vacui, sguardi assorti e persi nel vuoto alimentano il mistero che avvolge le sue protagoniste che sembrano aspettare qualcosa che non avviene mai.

Segui Nirav sul suo profilo Instagram che trovi qui.

Le donne nelle immagini di Nirav Patel | Collater.al
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Etienne Dufresne, la città diventa surreale

Etienne Dufresne, la città diventa surreale

Claudia Fuggetti · 8 mesi fa · Photography

Il fotografo ed artista visivo di Montreal Etienne Dufresne ha recentemente pubblicato una nuova serie chiamata “Easy Street” nella quale le immagini scattate all’interno del contesto urbano della vita di tutti i giorni vengono tradotte con un linguaggio kitsch, stravagante e poetico.

“Sovrapponendo le mie foto di street con immagini royalty-free, creo scene ambigue e surreali. Questo progetto riguarda un esodo dallo studio e il ritorno al vagabondaggio e all’intuizione”.

In altre parole: sperimentazione, contaminazione ed istintività. È arrivato il momento che la fotografia rompa le barriere di genere a cui è sempre stata relegata e diventi qualcosa di nuovo, fresco e di grande impatto visivo. Non si tratta solo di un approccio filosofico, ma anche tecnico; l’artista ha rivelato di aver immortalato questi paesaggi urbani con il suo cellulare, per lasciarsi alle spalle dispositivi pesanti e ingombranti.

Infatti, questa serie è stata creata durante passeggiate occasionali nel quartiere Petite-Patrie di Montreal, posto che diventa il pretesto per creare immagini surreali, un rifugio sicuro dalla monotonia.

Segui Etienne su Instagram qui.

La città diventa surreale nelle immagini di Etienne Dufresne | Collater.al
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Etienne Dufresne, la città diventa surreale
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Alex Prager in mostra al Foam di Amsterdam

Alex Prager in mostra al Foam di Amsterdam

Claudia Fuggetti · 8 mesi fa · Photography

Per chi non la conoscesse, Alex Prager è una fuoriclasse. Dopo aver ricevuto il premio Foam Paul Huf nel 2012, la fotografa e regista presenta la sua seconda mostra al Foam di Amsterdam, intitolata Silver Lake Drive. La retrospettiva abbraccia per la prima volta tutta la sua carriera, sia fotografica che cinematografica.

Nata a Los Angeles, Alex è stata in grado di tradurre e fare sua l’estetica tipica dell’iconografia Hollywoodiana, che usa la realtà e la finzione a suo piacimento, realizzando quello che potrebbe essere definito il Truman Show della fotografia. Ed è proprio nella finzione che si celano le più grandi verità, le emozioni dei suoi personaggi fanno emergere la loro fragilità e le loro debolezze.

Silver Lake Drive rappresenta l’emancipazione dello sguardo, permette di estraniarsi dalle scene e di osservare con distacco i protagonisti. Un tributo al colore è sicuramente quello che l’artista fa a William Eggleston, un’altra reference è quella a Gli uccelli di Alfred Hitchcock, che ripropone con il suo personaggio Eve di The Big Valley, nel 2008. Aggiungerei anche che alcune scene sembrano tratte dal video Imitation of Life dei R.E.M., girato a Los Angeles da Garth Jennings.

Le sue fotografie hanno generalmente una donna come protagonista, ma non è raro trovare immagini dove compaiono più di duecento persone. L’aspetto impressionante è che ogni foto è creata in maniera accurata e dettagliata, quasi ossessiva, dal trucco alle espressioni facciali. Il risultato finale è sorprendente, ecco perché questa mostra è imperdibile!

Sarà possibile visitare la Silver Lake Drive fino al 4 settembre.

Alex Prager in mostra al Foam di Amsterdam | Collater.al
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Jennifer Cheng, tra dettagli e composizioni geometriche

Jennifer Cheng, tra dettagli e composizioni geometriche

Claudia Fuggetti · 8 mesi fa · Photography

Jennifer Cheng è una fotografa canadese che si occupa di fotografia commerciale come editoriali di moda, ritratti monocromatici e fotografie astratte di oggetti. I suoi lavori sono fortemente estetizzanti e vantano una composizione impeccabile, sempre molto accattivante.

“Ho studiato graphic design, e penso che questi elementi abbiano in qualche modo influenzato il mio lavoro”.

Attratta da momenti in cui i soggetti appaiono naturali, Jennifer Cheng lavora però prevalentemente con uno schema cromatico che perdilige i toni pastello, abbinando materiali e forme insieme ad una tenera attenzione alla texture e al movimento.

L’impeccabile composizione di ogni scena è studiata nei minimi dettagli, dall’espressione del soggetto alla luce: elementi che garantiscono un’armonia generale dell’immagine. Anche se c’è una delicata coerenza nel suo stile, la fotografa di Toronto non lavora su temi prestabiliti.

“In questo momento sono particolarmente attratta dall’esplorazione delle dicotomie: per esempio mi piace porre a contrasto elementi freddi e moderni con il calore della fotografia analogica, o interni occidentali giustapposti a personaggi dell’Asia orientale”.

Visita il sito dell’artista qui.

Jennifer Cheng, tra dettagli e composizioni geometriche | Collater.al
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chiusodidomenica, il profilo Instagram delle insegne vintage

chiusodidomenica, il profilo Instagram delle insegne vintage

Giulia Pacciardi · 8 mesi fa · Photography

Nonostante la corsa al “io ce l’ho più nuovo”, ciò che realmente affascina è il vissuto, quello che ha qualcosa da raccontare.
Il vicoletto disastrato, la cassetta delle lettere che rimane appesa al muro per miracolo, il tavolo del ristorante dove, prima di te, ci avranno già mangiato in migliaia. Tutte quelle cose che mostrano i segni del tempo e delle persone.
Proprio come per postisinceri, il profilo Instagram che ci apre gli occhi sulla Milano delle trattorie e sui suoi proprietari, anche chiusodidomenica regala lo stesso effetto.

Old Italian shop signs, only posted on Sundays.

Recita la bio del profilo e i contenuti del feed non tradiscono le aspettative.
Solo una carrellata di insegne antiche, niente a che vedere con i neon di design a cui ci hanno abituati, e saracinesche abbassate.
Perché sì, anche qui non ci hanno detto una bugia, si posta solo di domenica e la domenica la vecchia Valigeria Giannina non ci pensa proprio a stare aperta.
E, come lei, neanche il Cristalliere Ritorno, la Parrucchiera per Signora Adriana, ma neanche la Rosticceria Fontana e il Ripara Scarpe.

Tutti luoghi che, oramai, vivono una vita parallela a tutto ciò che ci è comodo, aperto h24, a portata di mano e di subito.
I soliti luoghi dove il proprietario lo chiami per nome e non ti dimentichi di chiedergli come sta.

chiusodidomenica, il profilo Instagram delle insegne vintage
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