Moncler Voices, la nuova campagna digitale di Moncler

Moncler Voices, la nuova campagna digitale di Moncler

Andrea Tuzio · 1 mese fa · Style

Il Presidente e Amministratore Delegato di Moncler Remo Ruffini è il fautore della nuova campagna digitale del brand italiano, Moncler Voices, partita ieri. I protagonisti sono designer, artisti, curatori, stylist, sportivi, scienziati ed esponenti della cultura internazionale, ai quali è stato chiesto di partecipare al progetto creando un’immagine personale che raccontasse la loro esclusiva visione di Moncler. 

Ruffini ha coinvolto tante personalità che giorno dopo giorno ispirano il brand da anni e le ha invitate a riflettere su concetti come unità, creatività e curiosità per poi creare un’immagine autentica che, fedele al motto One House, Different Voices, rispecchiasse l’idea della maison per cui il segreto per raggiungere l’unicità sia coinvolgere voci diverse nel processo creativo.
Affidando a questi artisti il compito di riflettere sull’energia che scaturisce dalla creatività, le menti dietro al progetto hanno avuto la possibilità di offrire la loro interpretazione, autentica e soggettiva, del brand in una prospettiva corale e inedita.

La campagna è iniziata ieri su Instagram e durerà per diverse settimane.
Tra i personaggi coinvolti ci sono il fondatore di Palm Angels Francesco Ragazzi, che si è ispirato alle esperienze della sua infanzia e ai suoi legami familiari.

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L’editor e stylist Sabino Pantone, che ha rappresentato l’amore sotto forma di una giacca con stampa cuori all-over sorretta nel cielo da palloncini colorati.

Lo stilista di 6 MONCLER 1017 ALYX 9SM Matthew Williams, che ha immortalato la sua collezione in un autoritratto.

Per simboleggiare il potere delle giovani donne, Veronica Leoni ha fotografato sua nipote in un capo della collezione 2 MONCLER 1952 donna di cui è la designer.

Nick Dutton del brand Mami Wata Surf si è lasciato ispirare dal mare.

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Fanno parte del progetto anche Jonathan Anderson, Michele Cucchi, Hiroshi Fujiwara, Craig Green, Hwang Minhyun, Piergiorgio Del Moro, Guillaume Néry, Pierpaolo Piccioli, Iouri Podladtchikov, Michele Pontrandolfo, Richard Quinn, Simone Rocha, Etienne Russo, Francesco Sauro, Robbie Spencer, Nigel Sylvester, Karl Templer, Sergio Zambon e tanti altri.

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 4 settimane fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @emipitti, @alessandrascopetta, @mattia.dn, @marina_bocchetti, @maggie.ferraro, @georgiacalderone, @f_o_c_u_s_s, @ondiraitnu, @snapmyeye, @alinuvemphotography.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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Sicilia

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A thousand leaves; 1 or 2?

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Le architetture surreali di Frank Kunert

Le architetture surreali di Frank Kunert

Emanuele D'Angelo · 4 settimane fa · Art, Photography

Grazie alla meticolosa maestria artigianale di Frank Kunert, a volte ci vuole qualche istante perché lo spettatore si renda conto che sta guardando un modellino. Molte delle fotografie sembrano raffigurare una scena quotidiana di vita domestica, una stanza da pranzo, un asilo nido, ad eccezione dell’inserimento di un singolo dettaglio stridente, un suo marchio di fabbrica.

Le miniature fatte a mano dell’artista tedesco ricreano scene apparentemente normali che, a un ulteriore esame, rivelano uno scenario surreale.
In Under The Bridge, una colonna di supporto per un volantino dell’autostrada è stata trasformata in una dolce casetta a schiera, mentre in Climbing Holidays un motel sul ciglio della strada è accessibile solo attraverso una scala a pioli.

“Spero che lo spettatore si diverta, ma che senta anche la malinconia delle mie opere e l’ambivalenza della vita, la commedia e la tragedia del nostro cosiddetto mondo civile”

In One Bedroom Apartment, una porta si apre su una casa a forma di armadio con un materasso incastrato ad angolo sopra un gabinetto, mentre un grazioso balcone con alberi e un ombrellone sporge in modo incongruo dal lato di una centrale elettrica che erutta inquinamento in Small Paradise.

Per Place In The Sun, usa i balconi per illustrare la vita degli abbienti e dei non abbienti, dove una nuova e bellissima villa ha una terrazza all’aperto che sporge a sbalzo sul balcone del vicino di casa, bloccando la luce.

Qui sotto puoi trovare altri suoi lavori, ma per scoprirli tutti visita il suo sito!

Le architetture surreali di Frank Kunert
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Le architetture surreali di Frank Kunert
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Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Giulia Guido · 4 settimane fa · Art

Ariel Sun è una designer e artista cinese con base a New York che realizza delle illustrazioni digitali minimali e iper colorate. 

Ariel è un’artista autodidatta, non ha mai frequentato corsi o scuole d’arte, questo le ha permesso di sviluppare uno stile personale, basato solo sul suo gusto, e di lavorare solo sui suoi soggetti preferiti. 

Con gli anni, quello che era nato come un passatempo, un modo per dare sfogo alla propria creatività, è diventato un lavoro che ha portato Ariel Sun a collaborare con diversi brand e clienti. 

Al contrario di molti suoi colleghi, Ariel lavora completamente in digitale, dallo schizzo le ultime rifiniture, spesso facendosi ispirare da ciò che vede, dai suoi viaggi, altre volte da fotografie. I forti contrasti, che danno vita a giochi di luci e ombre, e una palette di colori accesi e pieni vengono bilanciati da uno stile minimale, fatto da poche linee e ancora meno elementi, regalando al risultato finale un non so che di rilassante e pacifico. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei lavori di Ariel Sun, ma per scoprirli tutti e non perdervi i prossimi seguitela su Instagram e visitate il suo sito

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun
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Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun
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“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

Emanuele D'Angelo · 1 mese fa · Art

Gli artisti Camille Benoit e Mariana Gella hanno utilizzato il lockdown per dare vita al loro ultimo progetto “The invisible city”, modelli architettonici di città fantastiche, realizzate solo con carta e strumenti che avevano in casa.

I loro quattro modelli di carta, chiamati Saori, Azra, Calista e Ika, hanno preso ispirazione dal libro “Città invisibili” di Italo Calvino, che “esplora l’immaginazione attraverso le descrizioni dei viaggi di Marco Polo“.

Benoit e Gella hanno trasformato il loro salotto in un vero e proprio laboratorio per assemblare i loro quattro progetti. La maggior parte dei giorni si svegliavano con piccoli pezzi dei loro progetti nei letti, inizialmente infatti hanno disegnato le città su carta prima di sviluppare i prospetti frontali su Illustrator per avere un’idea generale di come sarebbe stata l’architettura.

Sebbene le “The invisible city” siano immaginarie, il loro design si è basato su alcuni edifici reali, tra cui La Muralla Roja di Ricardo Bofill, che ha ispirato il modello Calista e L’Institut du Monde Arabe e Sakura House, che ha influenzato Saora.
Ika è stata progettata per prendere spunto dalla Casa del collage di S+PS Architects, mentre Azra fa riferimento alla casa di Xavier Corberó.

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella
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