La fotografia analogica e femminile di Tamara Lichtenstein

La fotografia analogica e femminile di Tamara Lichtenstein

Giulia Guido · 1 mese fa · Photography

Potrebbero essere dei frame di un film, o le fotografie di un diario personale degli anni ’80. Gli scatti analogici di Tamara Lichtenstein racchiudono una bellezza senza tempo che non stanca mai. 

Originaria della Bolivia, Tamara vive a Hudston, in Texas, e ha iniziato a fotografare quando era ancora una ragazzina, quando sua madre le ha regalato una macchina fotografica e ha deciso di incanalare tutta la sua creatività negli scatti che realizzava. 

Oggi quello di Tamara Lichtenstein è uno nome riconosciuto a livello internazionale e, oltre a collaborare con diversi brand e clienti, ha realizzato diversi progetti personali che hanno letteralmente catturato la nostra attenzione e il nostro cuore.

Al centro della ricerca artistica di Tamara troviamo sicuramente l’universo femminile e le sue sfaccettature: sfogliando i suoi scatti incontriamo volti e corpi senza filtri, avvolti dalla loro naturale bellezza. 

La grana e lo stile della fotografia analogica abbinati a un perfetto utilizzo della luce e agli effetti dati dalla doppia esposizione, tecnica ricorrente negli scatti di Tamara, donano alle fotografie uno stile cinematografico impossibile da dimenticare. 

Qui sotto potete trovare una selezione degli scatti, ma per scoprine di più visitate il sito e il profilo Instagram di Tamara Lichtenstein.  

La fotografia analogica e femminile di Tamara Lichtenstein
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Le sculture di Jean Jullien per Le Voyage a Nantes

Le sculture di Jean Jullien per Le Voyage a Nantes

Emanuele D'Angelo · 1 mese fa · Art

Gli scarabocchi caratteristici dell’illustratore francese Jean Jullien prendono vita come sculture a Le Jardin des Plantes di Nantes, in Francia, mentre galleggiano dolcemente tra gli stagni e l’ampio giardino pubblico.

Il grafico di Nantes, ha deciso di prendere parte al festival “Le Voyage” , creando quattro grandi installazioni nei giardini botanici, che si presentano sotto forma di figure sovradimensionate e color-block disegnate con il suo stile unico con spesse linee nere.

In una sezione del giardino, i bracci allungati e gommosi di tre figure si incastrano abbracciando un boschetto di alberi, mentre in un’altra area un personaggio con le mani a rastrello raschia la terra.
Poi troviamo anche un simpatico personaggio rosa di otto metri di lunghezza galleggia sulla schiena in uno degli stagni del giardino, facendo il bagno e sputando acqua. Mentre dalla parte opposta una figura arancione cammina allegramente attraverso i giardini mentre le sue lunghe ciocche di edera si aggrovigliano dietro di essa.

Ogni scultura è stata progettata secondo lo stile tipicamente schizzato di Jean Jullien, ed è realizzata in lastre piane di metallo piegato o in poliuretano espanso, rivestite con colori brillanti e delineate con vernice nera.

Le sculture di Jean Jullien per Le Voyage a Nantes
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300 droni nel cielo di Seoul per ringraziare gli operatori sanitari

300 droni nel cielo di Seoul per ringraziare gli operatori sanitari

Emanuele D'Angelo · 1 mese fa · Art

La Corea del Sud in onore di tutti i medici e infermieri impegnati in questa dura lotta ha deciso di organizzare una speciale cerimonia di ringraziamento a Seoul .

Come ben sappiamo la pandemia ha messo a dura prova tutti gli operatori sanitari, che durante questi mesi hanno lavorato duramente per contrastare l’avanzata del virus.

Circa 300 droni hanno danzato nel cielo e si organizzavano in forme e modelli a puntini con messaggi rivolti ai cittadini. Indossare le mascherine, lavarsi le mani, prendere le distanze sociali e rimanere positivi erano alcuni promemoria che illuminavano il cielo coreano.

Uno spettacolo bellissimo nel cielo di Seoul, per donare un po’ di serenità non solo agli operatori sanitari ma a tutto il popolo coreano, che durante il lockdown ha rispettato a dovere le regole imposte dal governo.

300 droni nel cielo di Seoul per ringraziare gli operatori sanitari
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300 droni nel cielo di Seoul per ringraziare gli operatori sanitari
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Le illustrazioni semplici e delicate di Jocelyn

Le illustrazioni semplici e delicate di Jocelyn

Giulia Guido · 1 mese fa · Art

Poche e semplici linee su sfondi tenui e color pastello sono gli unici elementi che servono a Jocelyn per realizzare i suoi piccoli capolavori. 

Jocelyn, meglio conosciuta su Instagram come @joce_cova, è una giovane artista americana che realizza illustrazioni dallo stile minimale e femminile. Al centro della sua ricerca artistica ci sono le emozioni, i momenti di intimità, la percezione del corpo della donna, tutti temi trattati con una delicatezza e purezza senza pari. 

Le illustrazioni di Jocelyn sono talmente perfette e d’impatto che si prestano a diventare manifesti di lotte femministe, o semplicemente di sentimenti e stati d’animo che non riusciamo a esprimere a parole. È proprio per questo che Jocelyn non si limita a creare sulla carta e a realizzare quadretti, ma le sue illustrazioni diventano anche adesivi, spille e trovano spazio su magliette e felpe, tutte acquistabili sul suo negozio Etsy

Noi abbiamo selezionato le nostre illustrazioni preferite, ma per scoprirle tutte visitate il suo profilo Instagram

Le illustrazioni semplici e delicate di Jocelyn
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Le illustrazioni semplici e delicate di Jocelyn
Le illustrazioni semplici e delicate di Jocelyn
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“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

Emanuele D'Angelo · 1 mese fa · Art

Gli artisti Camille Benoit e Mariana Gella hanno utilizzato il lockdown per dare vita al loro ultimo progetto “The invisible city”, modelli architettonici di città fantastiche, realizzate solo con carta e strumenti che avevano in casa.

I loro quattro modelli di carta, chiamati Saori, Azra, Calista e Ika, hanno preso ispirazione dal libro “Città invisibili” di Italo Calvino, che “esplora l’immaginazione attraverso le descrizioni dei viaggi di Marco Polo“.

Benoit e Gella hanno trasformato il loro salotto in un vero e proprio laboratorio per assemblare i loro quattro progetti. La maggior parte dei giorni si svegliavano con piccoli pezzi dei loro progetti nei letti, inizialmente infatti hanno disegnato le città su carta prima di sviluppare i prospetti frontali su Illustrator per avere un’idea generale di come sarebbe stata l’architettura.

Sebbene le “The invisible city” siano immaginarie, il loro design si è basato su alcuni edifici reali, tra cui La Muralla Roja di Ricardo Bofill, che ha ispirato il modello Calista e L’Institut du Monde Arabe e Sakura House, che ha influenzato Saora.
Ika è stata progettata per prendere spunto dalla Casa del collage di S+PS Architects, mentre Azra fa riferimento alla casa di Xavier Corberó.

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella
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