Flowe, la nuova realtà digitale che sostiene l’ambiente

Flowe, la nuova realtà digitale che sostiene l’ambiente

Giulia Pacciardi · 4 settimane fa · Design

Vi immaginate come sarebbe il mondo se tutti potessimo dare il meglio di noi stessi?
Se la consapevolezza diventasse davvero motore di cambiamento e se riuscissimo a pensare un po’ più in grande? 
L’ecosostenibilità delle nostre azioni, del benessere individuale, della comunità e il rispetto per il Pianeta sono temi fondamentali del nostro presente che, però, ancora oggi, non riescono a trovare uno spazio ben definito e una soluzione nella nostra quotidianità.

Da questa certezza e con l’obiettivo di educare le persone a vivere in maniera più virtuosa il rapporto con l’ambiente nasce Flowe, una better being plat-firm, ovvero una piattaforma aziendale dedicata a tutti coloro che sono sensibili alle istanze di sostenibilità, benessere individuale ed evoluzione sociale e che sono alla ricerca di un servizio bancario innovativo e completamente digitale.

Flowe però è un progetto più ampio, che mira a rendere i suoi utenti più consapevoli grazie anche alle partnership con startup e imprese con cui condivide gli stessi valori.

Prime fra tutte quella con ZeroCO2, la startup che si occupa di sostenibilità ambientale attraverso progetti di riforestazione, sicurezza alimentare e sostegno economico, con la quale ha avviato una collaborazione per cui per ogni Flowe Card Mastercard emessa, realizzata in legno FSC, viene piantato un albero nella regione del Petén in Guatemala.

Una seconda partnership importante dal punto di vista della sostenibilità è anche quella con Doconomy, startup che aiuta le persone a misurare l’impatto ambientale che generano con le loro spese e consumi in modo da spingerle a fare meglio, per loro stessi e per gli altri.

A sottolineare come ogni piccolo gesto abbia la sua importanza ci sono anche le collaborazioni con WAMI,  l’impresa che garantisce acqua potabile a molte famiglie grazie alla realizzazione di progetti idrici, e Healty Virtuoso, l’app che premia lo stile di vita salutare dei suoi subscriber.

L’intero progetto, infatti, vuole creare un vero e proprio ecosistema dedicato a chi ha l’obiettivo di convivere in armonia con gli altri e con l’ambiente che lo circonda.
Per farlo, oltre alle numerose iniziative, Flowe mette a disposizione dei suoi utenti, detti Flome, anche altri servizi e strumenti come gli insegnamenti dei Practitioners e le testimonianze dei GoodLuck Creators.

Di loro, ragazzi e ragazze comuni che hanno deciso di cambiare vita e creare da soli il loro futuro, sentirete parlare nelle prossime settimane su Collater.al TV attraverso delle video-interviste in cui racconteranno le loro storie per ispirarvi a vivere in modo straordinario.

Nel frattempo andate a scoprire il mondo di Flowe sul loro sito o scaricate l’app per iniziare a viverlo.

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 4 settimane fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @emipitti, @alessandrascopetta, @mattia.dn, @marina_bocchetti, @maggie.ferraro, @georgiacalderone, @f_o_c_u_s_s, @ondiraitnu, @snapmyeye, @alinuvemphotography.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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Sicilia

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A thousand leaves; 1 or 2?

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riflesso

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Le architetture surreali di Frank Kunert

Le architetture surreali di Frank Kunert

Emanuele D'Angelo · 4 settimane fa · Art, Photography

Grazie alla meticolosa maestria artigianale di Frank Kunert, a volte ci vuole qualche istante perché lo spettatore si renda conto che sta guardando un modellino. Molte delle fotografie sembrano raffigurare una scena quotidiana di vita domestica, una stanza da pranzo, un asilo nido, ad eccezione dell’inserimento di un singolo dettaglio stridente, un suo marchio di fabbrica.

Le miniature fatte a mano dell’artista tedesco ricreano scene apparentemente normali che, a un ulteriore esame, rivelano uno scenario surreale.
In Under The Bridge, una colonna di supporto per un volantino dell’autostrada è stata trasformata in una dolce casetta a schiera, mentre in Climbing Holidays un motel sul ciglio della strada è accessibile solo attraverso una scala a pioli.

“Spero che lo spettatore si diverta, ma che senta anche la malinconia delle mie opere e l’ambivalenza della vita, la commedia e la tragedia del nostro cosiddetto mondo civile”

In One Bedroom Apartment, una porta si apre su una casa a forma di armadio con un materasso incastrato ad angolo sopra un gabinetto, mentre un grazioso balcone con alberi e un ombrellone sporge in modo incongruo dal lato di una centrale elettrica che erutta inquinamento in Small Paradise.

Per Place In The Sun, usa i balconi per illustrare la vita degli abbienti e dei non abbienti, dove una nuova e bellissima villa ha una terrazza all’aperto che sporge a sbalzo sul balcone del vicino di casa, bloccando la luce.

Qui sotto puoi trovare altri suoi lavori, ma per scoprirli tutti visita il suo sito!

Le architetture surreali di Frank Kunert
Art
Le architetture surreali di Frank Kunert
Le architetture surreali di Frank Kunert
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Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Giulia Guido · 4 settimane fa · Art

Ariel Sun è una designer e artista cinese con base a New York che realizza delle illustrazioni digitali minimali e iper colorate. 

Ariel è un’artista autodidatta, non ha mai frequentato corsi o scuole d’arte, questo le ha permesso di sviluppare uno stile personale, basato solo sul suo gusto, e di lavorare solo sui suoi soggetti preferiti. 

Con gli anni, quello che era nato come un passatempo, un modo per dare sfogo alla propria creatività, è diventato un lavoro che ha portato Ariel Sun a collaborare con diversi brand e clienti. 

Al contrario di molti suoi colleghi, Ariel lavora completamente in digitale, dallo schizzo le ultime rifiniture, spesso facendosi ispirare da ciò che vede, dai suoi viaggi, altre volte da fotografie. I forti contrasti, che danno vita a giochi di luci e ombre, e una palette di colori accesi e pieni vengono bilanciati da uno stile minimale, fatto da poche linee e ancora meno elementi, regalando al risultato finale un non so che di rilassante e pacifico. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei lavori di Ariel Sun, ma per scoprirli tutti e non perdervi i prossimi seguitela su Instagram e visitate il suo sito

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun
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Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun
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“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

Emanuele D'Angelo · 1 mese fa · Art

Gli artisti Camille Benoit e Mariana Gella hanno utilizzato il lockdown per dare vita al loro ultimo progetto “The invisible city”, modelli architettonici di città fantastiche, realizzate solo con carta e strumenti che avevano in casa.

I loro quattro modelli di carta, chiamati Saori, Azra, Calista e Ika, hanno preso ispirazione dal libro “Città invisibili” di Italo Calvino, che “esplora l’immaginazione attraverso le descrizioni dei viaggi di Marco Polo“.

Benoit e Gella hanno trasformato il loro salotto in un vero e proprio laboratorio per assemblare i loro quattro progetti. La maggior parte dei giorni si svegliavano con piccoli pezzi dei loro progetti nei letti, inizialmente infatti hanno disegnato le città su carta prima di sviluppare i prospetti frontali su Illustrator per avere un’idea generale di come sarebbe stata l’architettura.

Sebbene le “The invisible city” siano immaginarie, il loro design si è basato su alcuni edifici reali, tra cui La Muralla Roja di Ricardo Bofill, che ha ispirato il modello Calista e L’Institut du Monde Arabe e Sakura House, che ha influenzato Saora.
Ika è stata progettata per prendere spunto dalla Casa del collage di S+PS Architects, mentre Azra fa riferimento alla casa di Xavier Corberó.

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella
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