Eden, un giardino verticale per Singapore

Eden, un giardino verticale per Singapore

Giulia Guido · 2 mesi fa · Design

Nel campo dell’architettura, una tendenza sempre più diffusa è quella di realizzare edifici che fondano la bellezza e la maestosità dei grattacieli con il bisogno di riportare del verde nelle città. Eden, il progetto di Heatherwick Studio, va proprio in questa direzione. 

Non appena al Heatherwick Studio e al suo fondatore Thomas Heatherwick è stata commissionata la realizzazione di un nuovo edifico nello storico quartiere di Newton a Singapore, gli architetti hanno subito pensato a un modo per sviluppare verticalmente i lunghi viali alberati, caratteristici di questo quartiere, senza però inserire nel suo contesto un grattacielo dal design contemporaneo. 

Le coperture in vetro e l’abbondate uso di acciaio, tipiche degli ultimi grattacieli costruiti in diverse parti del mondo, sono stati sostituiti con il calcestruzzo, utilizzato sia per la struttura esterna sia per i magnifici balconi. Inoltre, dopo aver scelto il materiale è stato fatto un attento studio su quale colore fosse meglio utilizzare, provando svariate sfumature di rosso, viola e mattone, e si è optato per creare una superficie ondulata che ricordasse il terreno tipico della regione di Singapore. 

Eden è stato progettato per ospitare 20 appartamenti, uno per piano, e per permettere a tutti gli inquilini di godere di una vista mozzafiato sulla città, il primo piano si trova a ben 27 metri d’altezza, sopra a un imponente atrio con soffitti alti 18 metri. 

Ogni appartamento ha una tripla esposizione e, se gli interni sono abbastanza convenzionali, pensati con un salone centrale su cui si affacciano diverse stanze, la parte caratteristica di questo progetto sono i terrazzi. 

Ogni piano di Eden conta almeno sei balconi che simulano forme naturali, ricordando vagamente delle conchiglie, su cui sono state posizionate oltre 20 specie diverse di piante.

Le porte finestre per accedere ai terrazzi sono ampie e con vetri sottili, che permettono alla luce naturale di illuminare gli interni durante tutto l’arco della giornata, mentre le piante, abbinate alle pareti in calcestruzzo, mantengono gli ambienti freschi e perennemente ombreggiati. 

Una volta cresciute tutte le piante il risultato finale ricorderà un gigantesco albero, una macchia verde nel bel mezzo di un contesto urbano e residenziale. 

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 4 settimane fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @emipitti, @alessandrascopetta, @mattia.dn, @marina_bocchetti, @maggie.ferraro, @georgiacalderone, @f_o_c_u_s_s, @ondiraitnu, @snapmyeye, @alinuvemphotography.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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A thousand leaves; 1 or 2?

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Le architetture surreali di Frank Kunert

Le architetture surreali di Frank Kunert

Emanuele D'Angelo · 4 settimane fa · Art, Photography

Grazie alla meticolosa maestria artigianale di Frank Kunert, a volte ci vuole qualche istante perché lo spettatore si renda conto che sta guardando un modellino. Molte delle fotografie sembrano raffigurare una scena quotidiana di vita domestica, una stanza da pranzo, un asilo nido, ad eccezione dell’inserimento di un singolo dettaglio stridente, un suo marchio di fabbrica.

Le miniature fatte a mano dell’artista tedesco ricreano scene apparentemente normali che, a un ulteriore esame, rivelano uno scenario surreale.
In Under The Bridge, una colonna di supporto per un volantino dell’autostrada è stata trasformata in una dolce casetta a schiera, mentre in Climbing Holidays un motel sul ciglio della strada è accessibile solo attraverso una scala a pioli.

“Spero che lo spettatore si diverta, ma che senta anche la malinconia delle mie opere e l’ambivalenza della vita, la commedia e la tragedia del nostro cosiddetto mondo civile”

In One Bedroom Apartment, una porta si apre su una casa a forma di armadio con un materasso incastrato ad angolo sopra un gabinetto, mentre un grazioso balcone con alberi e un ombrellone sporge in modo incongruo dal lato di una centrale elettrica che erutta inquinamento in Small Paradise.

Per Place In The Sun, usa i balconi per illustrare la vita degli abbienti e dei non abbienti, dove una nuova e bellissima villa ha una terrazza all’aperto che sporge a sbalzo sul balcone del vicino di casa, bloccando la luce.

Qui sotto puoi trovare altri suoi lavori, ma per scoprirli tutti visita il suo sito!

Le architetture surreali di Frank Kunert
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Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Giulia Guido · 4 settimane fa · Art

Ariel Sun è una designer e artista cinese con base a New York che realizza delle illustrazioni digitali minimali e iper colorate. 

Ariel è un’artista autodidatta, non ha mai frequentato corsi o scuole d’arte, questo le ha permesso di sviluppare uno stile personale, basato solo sul suo gusto, e di lavorare solo sui suoi soggetti preferiti. 

Con gli anni, quello che era nato come un passatempo, un modo per dare sfogo alla propria creatività, è diventato un lavoro che ha portato Ariel Sun a collaborare con diversi brand e clienti. 

Al contrario di molti suoi colleghi, Ariel lavora completamente in digitale, dallo schizzo le ultime rifiniture, spesso facendosi ispirare da ciò che vede, dai suoi viaggi, altre volte da fotografie. I forti contrasti, che danno vita a giochi di luci e ombre, e una palette di colori accesi e pieni vengono bilanciati da uno stile minimale, fatto da poche linee e ancora meno elementi, regalando al risultato finale un non so che di rilassante e pacifico. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei lavori di Ariel Sun, ma per scoprirli tutti e non perdervi i prossimi seguitela su Instagram e visitate il suo sito

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun
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“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

Emanuele D'Angelo · 4 settimane fa · Art

Gli artisti Camille Benoit e Mariana Gella hanno utilizzato il lockdown per dare vita al loro ultimo progetto “The invisible city”, modelli architettonici di città fantastiche, realizzate solo con carta e strumenti che avevano in casa.

I loro quattro modelli di carta, chiamati Saori, Azra, Calista e Ika, hanno preso ispirazione dal libro “Città invisibili” di Italo Calvino, che “esplora l’immaginazione attraverso le descrizioni dei viaggi di Marco Polo“.

Benoit e Gella hanno trasformato il loro salotto in un vero e proprio laboratorio per assemblare i loro quattro progetti. La maggior parte dei giorni si svegliavano con piccoli pezzi dei loro progetti nei letti, inizialmente infatti hanno disegnato le città su carta prima di sviluppare i prospetti frontali su Illustrator per avere un’idea generale di come sarebbe stata l’architettura.

Sebbene le “The invisible city” siano immaginarie, il loro design si è basato su alcuni edifici reali, tra cui La Muralla Roja di Ricardo Bofill, che ha ispirato il modello Calista e L’Institut du Monde Arabe e Sakura House, che ha influenzato Saora.
Ika è stata progettata per prendere spunto dalla Casa del collage di S+PS Architects, mentre Azra fa riferimento alla casa di Xavier Corberó.

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella
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