Diya Sengupta e le illustrazioni sull’intimità femminile

Diya Sengupta e le illustrazioni sull’intimità femminile

Anna Cardaci · 1 mese fa · Art

Diya Sengupta, su Instagram the_vagabond_artist, è una illustratrice originaria dell’India, in particolare di Bombay. Essendo cresciuta in un ambiente molto chiuso mentalmente in cui l’unico settore considerato per avanzare a livello sociale è quello dell’ingegneria, Diya ha avuto la fortuna di crescere in una famiglia molto aperta che le ha permesso di sviluppare questa sua grande passione fin da bambina. Dopo aver studiato graphic design all’università, ha iniziato a dedicarsi a tempo pieno al mondo dell’illustrazione.

Seppur non abbia ancora trovato una sua estetica, la sua arte è in continua evoluzione. Le sue opere sono da lei considerate come poesia e la loro interpretazione è piuttosto soggettiva.

Diya Sengupta pubblica i suoi lavori prevalentemente sui social media perché li ritiene essere un ottimo modo per veicolarli e allo stesso tempo per trovare ispirazione. Tramite i suoi lavori, l’artista indiana, vuole trasmettere allo spettatore una parte di lei, quella più privata e metterlo in connessione con le opere. Il suo sogno è quello di poter creare una serie di libri illustrati lavorando con celebri artisti del settore.

Le sue illustrazioni raccontano prevalentemente il mondo femminile e tutta l’intimità che vi è al suo interno. Mostrano scene quotidiane della vita di qualsiasi donna, dal momento in cui si sveglia fino alla fine della giornata. I colori utilizzati seguono diverse palette colore, in base al progetto. Infatti, alcuni di questi sono caratterizzati da tonalità molto accesi, con una forte predilezione per i forti contrasti e per il viola, altri progetti invece sono più verosimili alla realtà, come se fossero dei dipinti di ciò che Diya vede.

Diya Sangupta | Collater.al 2
Diya Sangupta | Collater.al 2
Diya Sangupta | Collater.al 1
Diya Sengupta e le illustrazioni sull’intimità femminile
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Diya Sengupta e le illustrazioni sull’intimità femminile
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Turtle Journey, la toccante campagna di Greenpeace

Turtle Journey, la toccante campagna di Greenpeace

Giulia Guido · 1 mese fa · Art

Si chiama Turtle Journey: the crisis in our oceans, la campagna di Greenpeace UK realizzata in collaborazione con Aardman Animations, lo studio d’animazione autore di cartoni come Wallace & Gormits e Galline in fuga. 

Nel corto animato seguiamo una famiglia di tartarughe tornare a casa in macchina dopo una cena da amici. All’inizio tutto sembra tranquillo, sembra un classico viaggio in macchina con i piccoli dietro che litigano e la mamma che cerca di distrarli con un gioco da fare tutti insieme. Poi però la situazione cambia, il terreno inizia a tremare e in lontananza si vene una trivella rompere il fondale, da cui inizia a fuoriuscire del petrolio. 

Una volta arrivati a casa sembra che il peggio sia passato, e invece… 

Sotto al video di Turtle Journey pubblicato sul canale YouTube di Greenpeace UK si può seguire il link che permette di firmare una petizione che ha come obiettivo quello di creare una rete di siti sicuri dove proteggere le tartarughe marine che, più di ogni altra specie, rischiano l’estinzione. 

A questo progetto hanno partecipato diversi attori che hanno prestato la loro voce ai personaggi come i premi Oscar Olivia Coleman e Helen Mirren, David Harbour aka Jim Hopper di Stranger Things, accanto a Bella Ramsey ovvero Lyanna Mormont di Game of Thrones, Jim Carter ossia il maggiordomo Carson di Downton Abbey e il comico Ahir Shah.

Guardate Turtle Journey: the crisis in our oceans qui sotto! 

Turtle Journey, la toccante campagna di Greenpeace
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Turtle Journey, la toccante campagna di Greenpeace
Turtle Journey, la toccante campagna di Greenpeace
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La digital art di Mateja Petkovic aka @milkformycoconut

La digital art di Mateja Petkovic aka @milkformycoconut

Giordana Bonanno · 1 mese fa · Art

@milkformycoconut è il nome dell’account Ig con il quale si firma Mateja Petkovic, pioniere della digital art e maestro nella pittura ad olio su tela. Originario della Serbia, adesso vive e lavora a Monaco di Baviera, città dal quale tutti i suoi lavori prendono vita ed emigrano online verso ogni parte del mondo. 

L’arte digitale, nata negli anni ’50, è adesso estremamente diffusa tra molti artisti grazie al progresso delle tecnologie che ricreano immediatamente tecniche di pittura più complesse.

Anche per questo motivo Coconut, sebbene continui a realizzare quadri ad olio, negli anni ha definito il suo stile con tratti estremamente distintitivi e unici.

Il colore per lui ha una valenza evocativa ed emotiva, estremamente importante perchè rifacendosi al tonalismo, riesce ad ottenere effetti di luce, ombre, profondità e donare alle sue opere un tono estremamente eversivo.

Affronta apertamente temi legati alla sessualità e quasi al limite del pornografico, altri trattano anche di problematiche estremamente attuali come la tossicodipendenza e gli abusi. In ogni sua opera ritroviamo l’aspetto più degradato della quotidianità ma riserva ai suoi soggetti dolcezza e innocenza, espressa quasi esclusivamente nei ritratti dei volti.

La digital art di Mateja Petkovic aka @milkformycoconut | Collater.al
La digital art di Mateja Petkovic aka @milkformycoconut
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La digital art di Mateja Petkovic aka @milkformycoconut
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Levenslicht, il monumento in memoria delle vittime dell’olocausto

Levenslicht, il monumento in memoria delle vittime dell’olocausto

Giulia Guido · 1 mese fa · Art

104 mila pietre luminescenti per ricordare 104 mila vittime. È questa l’idea alla base di Levenslicht, l’ultima installazione progettata e realizzata dallo studio Roosegaarde, un vero e proprio monumento in ricordo delle vittime dell’olocausto in Olanda. 

Reso visibile al pubblico solo pochi giorni fa ad Rotterdam, la presentazione di Levenslicht cade proprio nell’anno del 75° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale e con essa della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, simbolo dell’olocausto, dell’antisemitismo e della privazione della libertà. 

In Olanda furono, appunto, 104 mila le persone, tra ebrei, rom e siiti, ad essere deportate e ad aver perso la vita in un campo di concentramento e per rendere omaggio a ciascuna di loro i creativi dello studio Roosegaarde hanno pensato a un’opera composta da altrettante pietre realizzate in laboratorio con pigmenti fluorescenti che si illuminano grazie alla luce ultravioletta. Ogni pochi secondi, quindi, le pietre irradiano una forte luce blu, per poi spegnere pochi attimi dopo, continuando così all’infinito, sia di giorno che di notte. 

La scelta di usare delle pietre deriva dalla tradizione ebraica di porre sulla toma dei defunti una pietra e non i classici fiori. 

Levenslicht rimarrà a Rotterdam fino al 22 gennaio, per poi essere spostata in 170 comuni dei Paesi Bassi. 

levenslicht roosegaarde | Collater.al
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Levenslicht, il monumento in memoria delle vittime dell’olocausto
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Levenslicht, il monumento in memoria delle vittime dell’olocausto
Levenslicht, il monumento in memoria delle vittime dell’olocausto
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Jasmin Meier e le sue illustrazioni psichedeliche

Jasmin Meier e le sue illustrazioni psichedeliche

Giulia Guido · 1 mese fa · Art

Jasmin Meier, conosciuta anche con il nome di Harley and J, è un’illustratrice australiana che vive a Byron Bay, una cittadina balneare che si affaccia sul Mar dei Coralli. Qui Jasmin passa le giornate a creare delle illustrazioni che sembrano uscite dagli anni ’60 e ’70, con soggetti che riportano alla mente quel periodo in cui i cosiddetti “figli dei fiori” rivoluzionarono il pensiero di un’intera epoca e i cui ideali si adattavano perfettamente ad un’estetica e a un look ben precisi. Così, i lavori di Jasmin Meier sono costellati di ragazze nude immerse in universi floreali ed eclettici, con una scelta stilistica che prende ispirazione dell’Art Nouveau, da artisti come Alan Forbes, Gustav Klimt, Alphonse Mucha e molti altri. 

Jasmin è riuscita a trasformare una passione trasmessale dalla madre, anch’saa illustratrice e pittrice, nel suo lavoro. Infatti oggi, oltre a progetti personali, Harley and J realizza molte locandine, soprattutto di concerti, caratterizzate dalle classiche scritte colorate e in grassetto dei manifesti degli anni ’60. 

Scopri una selezione dei suoi lavori qui sotto e per scoprirne di più vai sul sito e sul profilo Instagram di Harley and J. 

Jasmin Meier e le sue illustrazioni psichedeliche
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