La coolness del film The Goonies

La coolness del film The Goonies

Andrea Tuzio · 2 mesi fa · Style

Esistono film che incarnano in maniera perfetta l’epoca in cui sono usciti. Alcuni di questi hanno avuto la capacità di fermare il tempo e regalarci uno spaccato preciso delle mode, delle tendenze e delle abitudini di un determinato contesto storico.  Un film che più di ogni altro possiamo considerare come uno specchio dei suoi tempi è The Goonies del 1985, la creatura di Richard Donner (regista e produttore), Chris Columbus (sceneggiatore) e Steven Spielberg (ideatore della storia) compirà 35 anni domenica 7 giugno.

Film unico, irripetibile, un cult assoluto, uno dei capisaldi degli anni ’80 che ognuno dovrebbe guardare almeno una volta nella vita, The Goonies rappresenta una miscela perfetta di umorismo, avventura e brivido capace di intrattenere chiunque a qualsiasi età. 

Oltre a essere un cult per milioni di persone in tutto il mondo, rappresenta tuttora la bibbia dello stile anni ’80 che ha dominato e continua ad avere un peso specifico di rilevanza all’interno del mondo della moda.

Corey Feldman, Mouth nel film, è l’emblema del fico anni ’80.
Con la sua T-shirt di Prince e il suo giubbotto Members Only rappresenta l’apice della coolness eighties.

Lo stile di Chunk è pura poesia, aloha shirt a fiori e panta a fantasia check. Forse Dennis Rodman si è ispirato a uno dei personaggi più iconici del cinema americano degli anni ’80 per i suoi outfit.

Il personaggio di Data (Jonathan Ke Quan) invece, sarebbe l’epitome del cool anche oggi. Trench lungo verde militare personalizzato con parecchie patch, denim con risvolto e un paio di Nike che farebbero invidia a qualsiasi appassionato di sneaker. 

Le bretelle rappresentano un culto per chi segue lo stile heritage. Il personaggio di Sloth ne indossa un paio rosse abbinate a una tee di Superman con la maniche tagliate, instant classic. 

Il film Flashdance ha sdoganato del tutto l’abbigliamento “da palestra”. Felpe con maniche corte, pantaloncini da aerobica, fasce e chi ne ha più ne metta, esprimono perfettamente la personalità di Brand, interpretato da un giovanissimo Josh Brolin, il più grande del gruppo, preciso e ovviamente palestrato.

Il concetto di casual declinato al suo massimo livello grazie al personaggio di Michael “Mikey” Walsh, il “capo” dei Goonies: double denim (jeans e giacca), felpa grigia in cotone e Nike ai piedi. Semplicemente perfetto.

Potrei continuare per parecchio ma preferisco non essere prolisso e invitarvi a rivedere The Goonies in occasione del suo 35esimo compleanno per festeggiare al meglio uno dei film che ha segnato l’infanzia di milioni di persone in tutto il mondo e che, abbiamo scoperto, ha dettato le regole dello style anni ’80.

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 3 settimane fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @emipitti, @alessandrascopetta, @mattia.dn, @marina_bocchetti, @maggie.ferraro, @georgiacalderone, @f_o_c_u_s_s, @ondiraitnu, @snapmyeye, @alinuvemphotography.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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Le architetture surreali di Frank Kunert

Le architetture surreali di Frank Kunert

Emanuele D'Angelo · 3 settimane fa · Art, Photography

Grazie alla meticolosa maestria artigianale di Frank Kunert, a volte ci vuole qualche istante perché lo spettatore si renda conto che sta guardando un modellino. Molte delle fotografie sembrano raffigurare una scena quotidiana di vita domestica, una stanza da pranzo, un asilo nido, ad eccezione dell’inserimento di un singolo dettaglio stridente, un suo marchio di fabbrica.

Le miniature fatte a mano dell’artista tedesco ricreano scene apparentemente normali che, a un ulteriore esame, rivelano uno scenario surreale.
In Under The Bridge, una colonna di supporto per un volantino dell’autostrada è stata trasformata in una dolce casetta a schiera, mentre in Climbing Holidays un motel sul ciglio della strada è accessibile solo attraverso una scala a pioli.

“Spero che lo spettatore si diverta, ma che senta anche la malinconia delle mie opere e l’ambivalenza della vita, la commedia e la tragedia del nostro cosiddetto mondo civile”

In One Bedroom Apartment, una porta si apre su una casa a forma di armadio con un materasso incastrato ad angolo sopra un gabinetto, mentre un grazioso balcone con alberi e un ombrellone sporge in modo incongruo dal lato di una centrale elettrica che erutta inquinamento in Small Paradise.

Per Place In The Sun, usa i balconi per illustrare la vita degli abbienti e dei non abbienti, dove una nuova e bellissima villa ha una terrazza all’aperto che sporge a sbalzo sul balcone del vicino di casa, bloccando la luce.

Qui sotto puoi trovare altri suoi lavori, ma per scoprirli tutti visita il suo sito!

Le architetture surreali di Frank Kunert
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Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Giulia Guido · 3 settimane fa · Art

Ariel Sun è una designer e artista cinese con base a New York che realizza delle illustrazioni digitali minimali e iper colorate. 

Ariel è un’artista autodidatta, non ha mai frequentato corsi o scuole d’arte, questo le ha permesso di sviluppare uno stile personale, basato solo sul suo gusto, e di lavorare solo sui suoi soggetti preferiti. 

Con gli anni, quello che era nato come un passatempo, un modo per dare sfogo alla propria creatività, è diventato un lavoro che ha portato Ariel Sun a collaborare con diversi brand e clienti. 

Al contrario di molti suoi colleghi, Ariel lavora completamente in digitale, dallo schizzo le ultime rifiniture, spesso facendosi ispirare da ciò che vede, dai suoi viaggi, altre volte da fotografie. I forti contrasti, che danno vita a giochi di luci e ombre, e una palette di colori accesi e pieni vengono bilanciati da uno stile minimale, fatto da poche linee e ancora meno elementi, regalando al risultato finale un non so che di rilassante e pacifico. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei lavori di Ariel Sun, ma per scoprirli tutti e non perdervi i prossimi seguitela su Instagram e visitate il suo sito

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun
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“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

Emanuele D'Angelo · 4 settimane fa · Art

Gli artisti Camille Benoit e Mariana Gella hanno utilizzato il lockdown per dare vita al loro ultimo progetto “The invisible city”, modelli architettonici di città fantastiche, realizzate solo con carta e strumenti che avevano in casa.

I loro quattro modelli di carta, chiamati Saori, Azra, Calista e Ika, hanno preso ispirazione dal libro “Città invisibili” di Italo Calvino, che “esplora l’immaginazione attraverso le descrizioni dei viaggi di Marco Polo“.

Benoit e Gella hanno trasformato il loro salotto in un vero e proprio laboratorio per assemblare i loro quattro progetti. La maggior parte dei giorni si svegliavano con piccoli pezzi dei loro progetti nei letti, inizialmente infatti hanno disegnato le città su carta prima di sviluppare i prospetti frontali su Illustrator per avere un’idea generale di come sarebbe stata l’architettura.

Sebbene le “The invisible city” siano immaginarie, il loro design si è basato su alcuni edifici reali, tra cui La Muralla Roja di Ricardo Bofill, che ha ispirato il modello Calista e L’Institut du Monde Arabe e Sakura House, che ha influenzato Saora.
Ika è stata progettata per prendere spunto dalla Casa del collage di S+PS Architects, mentre Azra fa riferimento alla casa di Xavier Corberó.

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella
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