Cinematography – The Dreamers

Cinematography – The Dreamers

Giordana Bonanno · 4 settimane fa · Photography

«Avevo vent’anni» così esordisce Matthew nell’incipit del film. 

Era l’anno del ’68 e Parigi non era mai stata così viva. Anni delicati, di sommossa e ribellione come i ventenni protagonisti del film di Bertolucci: Matthew, Isabelle e Theo, i sognatori che non erano mai stati così vivi, a Parigi.

Chi conosce il film sa già che vederlo è un’esperienza catartica, sopratutto per chi è ancora giovane e brama di sapere. In The Dreamers c’è tutto, il cinema, l’esplorazione del sesso, l’erotismo. C’è il senso dell’ignoto, la voglia di trasgredire, il cambiamento (anche i titoli di coda scorrono al contrario, ovvero dall’alto verso il basso) che fa gola anche se ci blocca la paura. I tre giovani ragazzi protagonisti hanno voglia di vivere come in un’opera d’arte, tra rimandi cinematografici e la Cinémathèque française che frequentano assiduamente. “Forse lo schermo era veramente uno schermo: schermava noi dal mondo…“.

In quegli anni anche gli artisti si impegnavano a superare l’idea di “realtà perfetta” che era stata indottrinata, di un’illusione perseguita dal cinema Classico che doveva essere disvelata; e per questo The Dreamers è una testimonianza di un tempo di rivoluzione e un’espressione del sentimento artistico.

A Fabio Cianchetti, direttore della fotografia, è stato riconosciuto nel 2004 un Ciack d’oro per la Miglior fotografia, e oggi vogliamo rendergli omaggio sfogliando alcuni dei frame più belli, intensi e confrontarli con gli scatti del fotografo Henrik Purienne. Anche se tra loro ci sono stili e anni di differenza, c’è un pensiero che li accomuna: considerare l’arte, nel termine più generico, capace di trasformare la nostra esperienza di vita e di catturare momenti esemplari, non solo dal punto di vista concreto/materiale ma anche metaforico/spirituale.

E con in sottofondo La Mer che vi accompagna, sfogliate la gallery qui sotto e lasciatevi abbracciare da quell’atmosfera romantica che solo i veri sognatori riconoscono.

Lo sapevi che: In origine il ruolo di Matthew fu offerto a Leonardo DiCaprio che riufiutò perché in pre-produzione con The Aviator. Così, Michael Pitt, che assomiglia molto a DiCaprio, è stato scritturato al suo posto.

Genere: Dramma, Romantico

Regista: Bernardo Bertolucci

Direttore della fotografia: Fabio Cianchetti

Scrittore: Gilbert Adair 

Cast: Michael Pitt, Louis Garrel, Eva Green

Cinematography – The Dreamers
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Le sculture di Jean Jullien per Le Voyage a Nantes

Le sculture di Jean Jullien per Le Voyage a Nantes

Emanuele D'Angelo · 1 mese fa · Art

Gli scarabocchi caratteristici dell’illustratore francese Jean Jullien prendono vita come sculture a Le Jardin des Plantes di Nantes, in Francia, mentre galleggiano dolcemente tra gli stagni e l’ampio giardino pubblico.

Il grafico di Nantes, ha deciso di prendere parte al festival “Le Voyage” , creando quattro grandi installazioni nei giardini botanici, che si presentano sotto forma di figure sovradimensionate e color-block disegnate con il suo stile unico con spesse linee nere.

In una sezione del giardino, i bracci allungati e gommosi di tre figure si incastrano abbracciando un boschetto di alberi, mentre in un’altra area un personaggio con le mani a rastrello raschia la terra.
Poi troviamo anche un simpatico personaggio rosa di otto metri di lunghezza galleggia sulla schiena in uno degli stagni del giardino, facendo il bagno e sputando acqua. Mentre dalla parte opposta una figura arancione cammina allegramente attraverso i giardini mentre le sue lunghe ciocche di edera si aggrovigliano dietro di essa.

Ogni scultura è stata progettata secondo lo stile tipicamente schizzato di Jean Jullien, ed è realizzata in lastre piane di metallo piegato o in poliuretano espanso, rivestite con colori brillanti e delineate con vernice nera.

Le sculture di Jean Jullien per Le Voyage a Nantes
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300 droni nel cielo di Seoul per ringraziare gli operatori sanitari

300 droni nel cielo di Seoul per ringraziare gli operatori sanitari

Emanuele D'Angelo · 1 mese fa · Art

La Corea del Sud in onore di tutti i medici e infermieri impegnati in questa dura lotta ha deciso di organizzare una speciale cerimonia di ringraziamento a Seoul .

Come ben sappiamo la pandemia ha messo a dura prova tutti gli operatori sanitari, che durante questi mesi hanno lavorato duramente per contrastare l’avanzata del virus.

Circa 300 droni hanno danzato nel cielo e si organizzavano in forme e modelli a puntini con messaggi rivolti ai cittadini. Indossare le mascherine, lavarsi le mani, prendere le distanze sociali e rimanere positivi erano alcuni promemoria che illuminavano il cielo coreano.

Uno spettacolo bellissimo nel cielo di Seoul, per donare un po’ di serenità non solo agli operatori sanitari ma a tutto il popolo coreano, che durante il lockdown ha rispettato a dovere le regole imposte dal governo.

300 droni nel cielo di Seoul per ringraziare gli operatori sanitari
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Le illustrazioni semplici e delicate di Jocelyn

Le illustrazioni semplici e delicate di Jocelyn

Giulia Guido · 1 mese fa · Art

Poche e semplici linee su sfondi tenui e color pastello sono gli unici elementi che servono a Jocelyn per realizzare i suoi piccoli capolavori. 

Jocelyn, meglio conosciuta su Instagram come @joce_cova, è una giovane artista americana che realizza illustrazioni dallo stile minimale e femminile. Al centro della sua ricerca artistica ci sono le emozioni, i momenti di intimità, la percezione del corpo della donna, tutti temi trattati con una delicatezza e purezza senza pari. 

Le illustrazioni di Jocelyn sono talmente perfette e d’impatto che si prestano a diventare manifesti di lotte femministe, o semplicemente di sentimenti e stati d’animo che non riusciamo a esprimere a parole. È proprio per questo che Jocelyn non si limita a creare sulla carta e a realizzare quadretti, ma le sue illustrazioni diventano anche adesivi, spille e trovano spazio su magliette e felpe, tutte acquistabili sul suo negozio Etsy

Noi abbiamo selezionato le nostre illustrazioni preferite, ma per scoprirle tutte visitate il suo profilo Instagram

Le illustrazioni semplici e delicate di Jocelyn
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“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

Emanuele D'Angelo · 1 mese fa · Art

Gli artisti Camille Benoit e Mariana Gella hanno utilizzato il lockdown per dare vita al loro ultimo progetto “The invisible city”, modelli architettonici di città fantastiche, realizzate solo con carta e strumenti che avevano in casa.

I loro quattro modelli di carta, chiamati Saori, Azra, Calista e Ika, hanno preso ispirazione dal libro “Città invisibili” di Italo Calvino, che “esplora l’immaginazione attraverso le descrizioni dei viaggi di Marco Polo“.

Benoit e Gella hanno trasformato il loro salotto in un vero e proprio laboratorio per assemblare i loro quattro progetti. La maggior parte dei giorni si svegliavano con piccoli pezzi dei loro progetti nei letti, inizialmente infatti hanno disegnato le città su carta prima di sviluppare i prospetti frontali su Illustrator per avere un’idea generale di come sarebbe stata l’architettura.

Sebbene le “The invisible city” siano immaginarie, il loro design si è basato su alcuni edifici reali, tra cui La Muralla Roja di Ricardo Bofill, che ha ispirato il modello Calista e L’Institut du Monde Arabe e Sakura House, che ha influenzato Saora.
Ika è stata progettata per prendere spunto dalla Casa del collage di S+PS Architects, mentre Azra fa riferimento alla casa di Xavier Corberó.

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella
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