Le cartoline dagli aeroporti di Mateusz Napieralski

Le cartoline dagli aeroporti di Mateusz Napieralski

Emanuele D'Angelo · 3 mesi fa · Art

“Anche se non possiamo ancora viaggiare così liberamente a causa della pandemia, forse viaggiare attraverso i pixel è la cosa migliore in questo momento”.

Mateusz Napieralski, illustratore, art director e animatore polacco ci sta aiutando a immaginare alcune delle sue destinazioni preferite nelle sue Cartoline degli Aeroporti.
Le vivaci illustrazioni si ispirano ai viaggi precedenti e lui ci riflette sopra mentre è seduto negli aeroporti, in attesa del suo volo di ritorno.

In un momento in cui i voli aerei sono ancora limitati, Mateusz Napieralski con la sua matita e con le sue forme giocose, audaci e piene di colori ci trasporta nelle città che ama di più.

Da Oslo a Vancouver a Barcellona, le cartoline dell’illustratore vi faranno viaggiare con la fantasia.

Le cartoline dagli aeroporti di Mateusz Napieralski
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A Matera nasce un nuovo playground dedicato a Kobe Bryant

A Matera nasce un nuovo playground dedicato a Kobe Bryant

Emanuele D'Angelo · 3 mesi fa · Art

In Basilicata, precisamente a Matera, è stato appena realizzato un nuovo e coloratissimo playground dedicato al celebre cestista Kobe Bryant.
Inserito all’interno del più ampio progetto di ripristino dei giardini e delle aree vicine al un istituto scolastico, il nuovo campo da basket riporta la figura stilizzata del campione statunitense, tragicamente scomparso lo scorso 26 gennaio a causa di un incidente aereo.

Un vuoto immenso, quello lasciato dallo sportivo, che gli studenti hanno cercato di colmare con quest’opera realizzata grazie a Marica Montemurro, Gianni Papapietro e Luca Bia – membri di #TeamArt, chiamati a rievocare sulla superficie del campo i disegni e le idee dei più giovani.

Un’iniziativa nata dopo il lockdown, per cui l’Istituto Comprensivo G. Pascoli di Matera ha riqualificato totalmente il campo da basket Olimpia Playground Kobe Bryant: una struttura sportiva all’aperto per anni abbandonata, sottratta al degrado e finalmente restituita alla comunità grazie alla collaborazione fra docenti, studenti e artisti della zona.

A Matera nasce un nuovo playground dedicato a Kobe Bryant
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Floating MAiZE, la plastica sospesa di Jean Shin

Floating MAiZE, la plastica sospesa di Jean Shin

Giulia Pacciardi · 3 mesi fa · Art

Si chiama Floating MAiZE ed è l’ultima installazione ad opera dell’artista americana Jean Shin, all’interno del Winter Garden del Brookfield Place di New York.
L’installazione, che conta più di 7.000 bottiglie in plastica di Mountain Dew soda, è sospesa nell’atrio e grazie alla luce che entra dalle ampie vetrate crea un particolare gioco di colori.
Parte delle bottiglie di cui si serve l’installazione provengono da Sure We Can, un’organizzazione di riciclaggio no-profit che si trova a Brooklyn, quartiere dove abita l’artista.

L’opera, d’immediata comprensione, è una critica agli sprechi, all’utilizzo smodato della plastica che finisce nei nostri oceani, ma anche alle sbagliate abitudini alimentari del popolo americano che a detta dell’artista stando dando vita “alla lenta pandemia che affligge gli Stati Uniti, le malattie cardiache e il diabete.”

Floating MAiZE, parte del River to River Festival di quest’anno, chiamato Four Voices, sarà visibile fino al 30 agosto 2020.

Floating MAiZE, la plastica sospesa di Jean Shin
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“GIANT SCULPTURE”, l’opera del duo Gijs Van Vaerenbergh

“GIANT SCULPTURE”, l’opera del duo Gijs Van Vaerenbergh

Emanuele D'Angelo · 3 mesi fa · Art

Sul punto più alto della riserva naturale belga di Hoge Mouw, il collettivo Gijs Van Vaerenbergh formato da Pieterjan Gijs e Arnout Van Vaerenbergh ha ultimato il suo ultimo lavoro intitolato “GIANT SCULPTURE”.

Situato vicino a Kasterlee, a nord del Belgio, questo paesaggio variegato con boschi di conifere su terreno sabbioso, con brughiere, torbiere, correnti di sabbia aperte, strade cave e ruscelli è anche ricco di storie mistiche che risalgono a culture precristiane.

La scultura è concepita come una conchiglia sfaccettata a cupola, il suo volto ha i tratti classici tipici della scultura greca, composta da 2115 triangoli metallici saldati di 6 mm di spessore.

L’opera d’arte site-specific “GIANT SCULPTURE” degli artisti è stata installata in un’intima radura di foresta sulla cima di una duna di terra alta 30 metri. La testa che appare come se fosse stata appena scoperta, mentre il resto del corpo rimane nascosto sotto la superficie, si erge dalla sabbia come una vestigia dei tempi antichi.

“GIANT SCULPTURE”, l’opera del duo Gijs Van Vaerenbergh
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“GIANT SCULPTURE”, l’opera del duo Gijs Van Vaerenbergh
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La balloon Art di Michael James Schneider

La balloon Art di Michael James Schneider

Emanuele D'Angelo · 3 mesi fa · Art, Art

L’artista americano Michael James Schneider ha trovato un modo giocoso, anticonformista e sorprendente per rispondere ai tanti commenti negativi sui social network.

Mentre solitamente i messaggi dei profili di chi inquina le reti con messaggi razzisti, sessisti, reazionari restano inosservati, Michael James Schneider li sfida con le sue creazioni grafiche fatte di palloncini gonfiabili.

“Sono ispirato dai commenti sui social, cerco di dirottare questo mezzo di espressione. I palloncini erano qualcosa che funzionava su internet, sono spesso usati nei matrimoni e nelle feste prenatali dove si rivela il sesso dei bambini, quindi erano un modo dirompente e naturale di affrontare questo processo di decostruzione delle idee preconcette. Mi piace il contrasto tra citazioni profonde, divertenti o provocatorie scritte con oggetti considerati accessori, secondari.

Esposti per strada, questi palloncini, regalano un aria di festa, ma in realtà poi diffondono messaggi di impegno politico, resi accessibili grazie alla leggerezza che arriva da questi oggetti colorati.

Un modo diverso e creativo per rispondere alle critiche, innovativo che non lascia spazio ad ulteriori risposte. Sotto trovate alcune delle sue risposte!

La balloon Art di Michael James Schneider | Collater.al
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La balloon Art di Michael James Schneider
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