I brand che stanno aiutando concretamente la comunità nera

I brand che stanno aiutando concretamente la comunità nera

Andrea Tuzio · 2 mesi fa · Style, Style

Ieri abbiamo riportato la notizia che il brand indipendente Brain Dead, fondato da Kyle Ng, ha messo in vendita una T-shirt in collaborazione con Blood Orange, il cui ricavato verrà interamente devoluto in parti uguali tra il Movement for Black Lives (M4BL) e il fondo che sostiene la comunità LGBTQ.

In 24 ore sono stati raccolti più di $500,000, una cifra enorme se si pensa alla realtà che Brain Dead rappresenta in termini di fruizione. Questa è soltanto una delle iniziative concrete che piccoli brand indipendenti stanno mettendo in piedi per supportare in modo fattivo le comunità nere che, in questo momento, stanno portando avanti una battaglia per i diritti civili e contro ogni forma di razzismo. 

Un altro esempio è quello del brand di borse tutto italiano MEDEA, fondato dalle gemelle Giulia e Camilla Venturini, che a partire da ieri e fino a domenica devolverà il 100% del ricavato del suo webstore special sale, al The Bail Project, un’organizzazione no-profit che combatte le disparità razziali ed economiche nelle incarcerazioni di massa e che si è resa disponibile a offrire assistenza ai partecipanti delle manifestazioni ormai diffuse in tutti gli Stati Uniti. 

A-COLD-WALL* di Samuel Ross ha istituito un sussidio di 25.000 sterline da suddividere tra 10 aziende indipendenti di proprietà di persone di colore. Questa sovvenzione potrà essere richiesta da qualsiasi tipo di impresa che operi nei settori del design, della tecnologia, dei servizi di alloggio e ristorazione, nel mondo dell’arte e ricreativo, nell’istruzione e nella formazione, nella pubblica amministrazione e sicurezza e nei servizi scientifici e tecnici, la domanda può essere inviata a questo indirizzo: foundation@a-cold-wall.com.

View this post on Instagram

Foundation@a-cold-wall.com

A post shared by A-COLD-WALL* (@acoldwall) on

Tantissimi altri piccoli brand hanno seguito questa linea di solidarietà, condivisione e impegno concreto in quella che è una battaglia che riguarda ognuno di noi.

E i big brand?

La maggior parte dei colossi della moda hanno manifestato la loro solidarietà sui loro canali social, nelle risposte degli utenti però non sono mancate le polemiche.
Le grandi aziende hanno una grossa responsabilità nei confronti dell’opinione pubblica, di conseguenza la collettività chiede a questi stessi brand di agire in modo sostanziale alla lotta contro ogni forma di discriminazione razziale e che, nella situazione in cui ci troviamo, non può bastare una semplice presa di posizione.

Alcuni big brand lo hanno fatto, hanno istituito fondi e donato grosse cifre: UNIQLO USA ad esempio, sta lavorando con con l’American Civil Liberties Union e donerà $100,000 alle organizzazioni sparse in tutto il paese che sostengono la comunità nera;

Stella McCartney ha fatto una donazione al NAACP Legal Defense Fund e supporta tante altre associazioni; Gucci, attraverso il North America Changemakers Impact Fund, sosterrà molte organizzazioni con delle donazioni.

Nelle ultime ore, si stanno susseguendo gli impegni concreti delle grosse aziende e delle maison più importanti, forse anche grazie alla mobilitazione di massa scatenatasi sui social network, che hanno capito l’importanza di un impegno concreto in una lotta fondamentale come quella contro il razzismo.
Balenciaga ha fatto sapere, tramite il suo account twitter, che si impegna a sostenere attraverso una donazione la National Association for the Advancement of Colored People e che istituirà un fondo in Francia per sostenere gli sforzi nella lotta al razzismo nel paese. In più, come recita lo statement della maison francese: “A partire dal 2020, e ogni anno a seguire, comunicheremo il nostro impegno e la nostra donazione. Questo gesto di sostegno finanziario è solo l’inizio di ciò che deve essere fatto a sostegno del movimento #BlackLivesMatter. Crediamo che il progresso sia possibile se tutti noi siamo uniti.”

Molti altri giganti del settore non hanno fatto altrettanto, non hanno programmato un piano tangibile e a lungo raggio per contrastare l’emarginazione razziale e la violenza. Ed è proprio a questi ultimi che l’opinione pubblica chiede un impegno serio, concreto, trasparente e quotidiano nella lotta alle discriminazioni razziali in generale e all’interno delle stesse aziende.
Le donazioni sono soltanto l’inizio di un lungo percorso virtuoso ed esemplare che deve necessariamente mirare a un cambiamento radicale anche e soprattutto nell’approccio alle disparità razziali e sociali.

I brand che stanno aiutando concretamente la comunità nera
Style
I brand che stanno aiutando concretamente la comunità nera
I brand che stanno aiutando concretamente la comunità nera
1 · 3
2 · 3
3 · 3
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 3 settimane fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @emipitti, @alessandrascopetta, @mattia.dn, @marina_bocchetti, @maggie.ferraro, @georgiacalderone, @f_o_c_u_s_s, @ondiraitnu, @snapmyeye, @alinuvemphotography.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

View this post on Instagram

Sicilia

A post shared by Georgia (@georgiacalderone) on

View this post on Instagram

A thousand leaves; 1 or 2?

A post shared by Alessandro (@snapmyeye) on

View this post on Instagram

riflesso

A post shared by Aʟɪᴄᴇ ᴅ’ᴀʟʟᴇᴏ ᴘʜᴏᴛᴏɢʀᴀᴘʜʏ (@alinuvemphotography) on

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
Photography
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
1 · 1
Le architetture surreali di Frank Kunert

Le architetture surreali di Frank Kunert

Emanuele D'Angelo · 3 settimane fa · Art, Photography

Grazie alla meticolosa maestria artigianale di Frank Kunert, a volte ci vuole qualche istante perché lo spettatore si renda conto che sta guardando un modellino. Molte delle fotografie sembrano raffigurare una scena quotidiana di vita domestica, una stanza da pranzo, un asilo nido, ad eccezione dell’inserimento di un singolo dettaglio stridente, un suo marchio di fabbrica.

Le miniature fatte a mano dell’artista tedesco ricreano scene apparentemente normali che, a un ulteriore esame, rivelano uno scenario surreale.
In Under The Bridge, una colonna di supporto per un volantino dell’autostrada è stata trasformata in una dolce casetta a schiera, mentre in Climbing Holidays un motel sul ciglio della strada è accessibile solo attraverso una scala a pioli.

“Spero che lo spettatore si diverta, ma che senta anche la malinconia delle mie opere e l’ambivalenza della vita, la commedia e la tragedia del nostro cosiddetto mondo civile”

In One Bedroom Apartment, una porta si apre su una casa a forma di armadio con un materasso incastrato ad angolo sopra un gabinetto, mentre un grazioso balcone con alberi e un ombrellone sporge in modo incongruo dal lato di una centrale elettrica che erutta inquinamento in Small Paradise.

Per Place In The Sun, usa i balconi per illustrare la vita degli abbienti e dei non abbienti, dove una nuova e bellissima villa ha una terrazza all’aperto che sporge a sbalzo sul balcone del vicino di casa, bloccando la luce.

Qui sotto puoi trovare altri suoi lavori, ma per scoprirli tutti visita il suo sito!

Le architetture surreali di Frank Kunert
Art
Le architetture surreali di Frank Kunert
Le architetture surreali di Frank Kunert
1 · 11
2 · 11
3 · 11
4 · 11
5 · 11
6 · 11
7 · 11
8 · 11
9 · 11
10 · 11
11 · 11
Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun

Giulia Guido · 3 settimane fa · Art

Ariel Sun è una designer e artista cinese con base a New York che realizza delle illustrazioni digitali minimali e iper colorate. 

Ariel è un’artista autodidatta, non ha mai frequentato corsi o scuole d’arte, questo le ha permesso di sviluppare uno stile personale, basato solo sul suo gusto, e di lavorare solo sui suoi soggetti preferiti. 

Con gli anni, quello che era nato come un passatempo, un modo per dare sfogo alla propria creatività, è diventato un lavoro che ha portato Ariel Sun a collaborare con diversi brand e clienti. 

Al contrario di molti suoi colleghi, Ariel lavora completamente in digitale, dallo schizzo le ultime rifiniture, spesso facendosi ispirare da ciò che vede, dai suoi viaggi, altre volte da fotografie. I forti contrasti, che danno vita a giochi di luci e ombre, e una palette di colori accesi e pieni vengono bilanciati da uno stile minimale, fatto da poche linee e ancora meno elementi, regalando al risultato finale un non so che di rilassante e pacifico. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei lavori di Ariel Sun, ma per scoprirli tutti e non perdervi i prossimi seguitela su Instagram e visitate il suo sito

Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun
Art
Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun
Le illustrazioni digitali e minimaliste di Ariel Sun
1 · 9
2 · 9
3 · 9
4 · 9
5 · 9
6 · 9
7 · 9
8 · 9
9 · 9
“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella

Emanuele D'Angelo · 4 settimane fa · Art

Gli artisti Camille Benoit e Mariana Gella hanno utilizzato il lockdown per dare vita al loro ultimo progetto “The invisible city”, modelli architettonici di città fantastiche, realizzate solo con carta e strumenti che avevano in casa.

I loro quattro modelli di carta, chiamati Saori, Azra, Calista e Ika, hanno preso ispirazione dal libro “Città invisibili” di Italo Calvino, che “esplora l’immaginazione attraverso le descrizioni dei viaggi di Marco Polo“.

Benoit e Gella hanno trasformato il loro salotto in un vero e proprio laboratorio per assemblare i loro quattro progetti. La maggior parte dei giorni si svegliavano con piccoli pezzi dei loro progetti nei letti, inizialmente infatti hanno disegnato le città su carta prima di sviluppare i prospetti frontali su Illustrator per avere un’idea generale di come sarebbe stata l’architettura.

Sebbene le “The invisible city” siano immaginarie, il loro design si è basato su alcuni edifici reali, tra cui La Muralla Roja di Ricardo Bofill, che ha ispirato il modello Calista e L’Institut du Monde Arabe e Sakura House, che ha influenzato Saora.
Ika è stata progettata per prendere spunto dalla Casa del collage di S+PS Architects, mentre Azra fa riferimento alla casa di Xavier Corberó.

“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella
Art
“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella
“The invisible city”, le città fantastiche di carta di Benoit e Gella
1 · 8
2 · 8
3 · 8
4 · 8
5 · 8
6 · 8
7 · 8
8 · 8