Arctic Bath, l’hotel galleggiante in Svezia

Arctic Bath, l’hotel galleggiante in Svezia

Giulia Guido · 8 mesi fa · Design

La prima volta che l’Arctic Bath è stato nominato è successo nel 2010 in occasione dell’apertura del Treehotel, realizzato dagli stessi costruttori. Da allora, prima che il progetto venisse davvero preso in mano da Bertil Harström e Johan Kauppi passarono tre anni, finché all’inizio del 2018 non si iniziò a parlare di un’inaugurazione, programmata per l’inverno dello stesso anno. Sfortunatamente, neanche al tempo la costruzione dell’Arctic Bath era terminata. 

Finalmente il 15 gennaio scorso l’hotel ha aperto ufficialmente le sue porte. 

L’edificio è riuscito a far parlare di sé per così tanti anni grazie a un progetto che fonde l’architettura con la natura, sia da un punto di vista strutturale, sia da un punto di vista estetico. 

Arrivando sulla sponda del fiume Lule, all’interno dell’area urbana di Harads in Svezia, ci si troverà davanti agli occhi un edificio dalla pianta circolare che ricorda un nido d’uccello poggiato sull’acqua. Oltre a questo, l’hotel conta anche una serie di cabine costruite alcune sulla terra ferma da 62 metri quadrati, e altre sull’acqua, da 24 metri quadrati. Al loro interno si potrà godere di un soggiorno lussuoso e con ogni comfort a disposizione, ma a disposizione dei clienti è stata pensata anche una zona comune con un ristorante, una spa e una sauna. In ogni caso, il comfort migliore di cui si può godere rimane il paesaggio in cui l’Arctic Bath è immerso. 

Arctic Bath, l’hotel galleggiante in Svezia
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The Olive Houses, due case colorate nascoste tra gli ulivi

The Olive Houses, due case colorate nascoste tra gli ulivi

Giulia Guido · 2 mesi fa · Design

A Mallorca, poco lontane dal mare e immerse nel verde della natura, lo Studio mar plus ask ha progettato The Olive Houses. Qui, il terreno della montagna è diviso in enormi terrazze che ospitano migliaia di ulivi, tipici di queste terre, e ogni tanto tra gli alberi si possono scorgere piccole e umili abitazioni in pietra, da anni utilizzate dai contadini per riporre i materiali e gli attrezzi. Per The Olive Houses gli architetti Mar Vicens e Ask Anker Aistrup hanno preso ispirazione proprio da questi edifici e hanno realizzato due case distinte che rendono omaggio alla cultura e alle tradizioni di questa regione. 

Le due abitazioni, chiamate The Pink House e The Purple House (Casa Rosa e Casa Viola) prendono il nome dal colore dello stucco usato all’interno. Le due tonalità sono state scelte meticolosamente, infatti questi particolari toni di rosa e viola sono i colori complementari dei due verdi che si trovano sui due lati delle foglie degli ulivi. 

The Purple House, terminata per prima, sorge sulle rovine di un capanno in disuso e al suo interno sono stati creati gli spazi per il bagno e per la cucina. A pochi passi da questa è stata, poi, costruita The Pink House, progettata interamente attorno a un’enorme roccia che rappresenta il fulcro della casa e al suo interno ospita la camera da letto con tanto di camino.

Lo Studio mar plus ask, da sempre attento all’impatto dell’architettura sull’ambiente, ha dotato le due case di pannelli solari e si un sistema di raccolta dell’acqua che va ad alimentare la doccia. Inoltre, per la costruzione della The Pink House non è stato estirpato nessun ulivo, lasciando che il paesaggio e il terreno dettasse le regole della progettazione. 

Scopri tutta la bellezza delle The Olive Houses qui sotto e visita il sito dello Studio mar plus ask per conoscere gli altri progetti. 

The Olive Houses, due case colorate nascoste tra gli ulivi
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Flowe, la nuova realtà digitale che sostiene l’ambiente

Flowe, la nuova realtà digitale che sostiene l’ambiente

Giulia Pacciardi · 2 mesi fa · Design

Vi immaginate come sarebbe il mondo se tutti potessimo dare il meglio di noi stessi?
Se la consapevolezza diventasse davvero motore di cambiamento e se riuscissimo a pensare un po’ più in grande? 
L’ecosostenibilità delle nostre azioni, del benessere individuale, della comunità e il rispetto per il Pianeta sono temi fondamentali del nostro presente che, però, ancora oggi, non riescono a trovare uno spazio ben definito e una soluzione nella nostra quotidianità.

Da questa certezza e con l’obiettivo di educare le persone a vivere in maniera più virtuosa il rapporto con l’ambiente nasce Flowe, una better being plat-firm, ovvero una piattaforma aziendale dedicata a tutti coloro che sono sensibili alle istanze di sostenibilità, benessere individuale ed evoluzione sociale e che sono alla ricerca di un servizio bancario innovativo e completamente digitale.

Flowe però è un progetto più ampio, che mira a rendere i suoi utenti più consapevoli grazie anche alle partnership con startup e imprese con cui condivide gli stessi valori.

Prime fra tutte quella con ZeroCO2, la startup che si occupa di sostenibilità ambientale attraverso progetti di riforestazione, sicurezza alimentare e sostegno economico, con la quale ha avviato una collaborazione per cui per ogni Flowe Card Mastercard emessa, realizzata in legno FSC, viene piantato un albero nella regione del Petén in Guatemala.

Una seconda partnership importante dal punto di vista della sostenibilità è anche quella con Doconomy, startup che aiuta le persone a misurare l’impatto ambientale che generano con le loro spese e consumi in modo da spingerle a fare meglio, per loro stessi e per gli altri.

A sottolineare come ogni piccolo gesto abbia la sua importanza ci sono anche le collaborazioni con WAMI,  l’impresa che garantisce acqua potabile a molte famiglie grazie alla realizzazione di progetti idrici, e Healty Virtuoso, l’app che premia lo stile di vita salutare dei suoi subscriber.

L’intero progetto, infatti, vuole creare un vero e proprio ecosistema dedicato a chi ha l’obiettivo di convivere in armonia con gli altri e con l’ambiente che lo circonda.
Per farlo, oltre alle numerose iniziative, Flowe mette a disposizione dei suoi utenti, detti Flome, anche altri servizi e strumenti come gli insegnamenti dei Practitioners e le testimonianze dei GoodLuck Creators.

Di loro, ragazzi e ragazze comuni che hanno deciso di cambiare vita e creare da soli il loro futuro, sentirete parlare nelle prossime settimane su Collater.al TV attraverso delle video-interviste in cui racconteranno le loro storie per ispirarvi a vivere in modo straordinario.

Nel frattempo andate a scoprire il mondo di Flowe sul loro sito o scaricate l’app per iniziare a viverlo.

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“Studypod”, la soluzione ideale per lo smart working

“Studypod”, la soluzione ideale per lo smart working

Emanuele D'Angelo · 2 mesi fa · Design

Lo studio di design Livit ha creato “Studypod”, una speciale cabina/ufficio che permette agli utenti di isolarsi e lavorare a contatto con la natura senza uscire di casa.

L’idea è nata durante la pandemia, che ha di fatto costretto molti dipendenti a lavorare da remoto. Il piccolo “Studypod” è dotato di una forma e un design minimalista con una scrivania staccabile e un grande vetro nero tinto nella parte anteriore che dà l’illusione di lavorare all’aperto mentre, in realtà, si è comodamente al riparo nella cabina.

Una soluzione ideale per chi lavora in smart working, avvicina gli utenti alla natura e li aiuta ad evitare distrazioni.
La cabina viene consegnata già costruita e pronta per l’utilizzo, con o senza scrivania staccabile, in modo da poter essere utilizzata per altri scopi, ad esempio come una sala yoga.

Le sue dimensioni interne sono poco più di 2×1,8 metri e, volendo, si può anche inserire un letto matrimoniale trasformandolo in una stanza speciale per gli ospiti o in un ritrovo per i bambini.

“Studypod”, la soluzione ideale per lo smart working
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Floating Music Hub, la discoteca galleggiante

Floating Music Hub, la discoteca galleggiante

Emanuele D'Angelo · 2 mesi fa · Design

NLÉ, lo studio di architettura, design e urbanistica guidato da Kunlé Adeyemi, ha iniziato la costruzione di un polo musicale galleggiante chiamato “Floating Music Hub” a Capo Verde.

Situato nella baia di Mindelo sull’isola di São Vicente, il progetto sarà aperto al pubblico nel dicembre 2020.

Una volta completato, il progetto segnerà un’altra pietra miliare nello sviluppo di NLÉ del sistema galleggiante Makoko (MFS™), che è stato presentato per la prima volta nel 2013.

Realizzato da NLÉ come un centro musicale galleggiante, Floating Music Hub’ è un progetto prefabbricato dove fare festa, che comprende tre strutture galleggianti di diverse dimensioni. Una delle tre sarà di maggiori dimensioni e conterrà una sala per spettacoli polivalente, mentre l’edificio di medie dimensioni sarà uno studio di registrazione professionale.
Infine, la struttura più piccola sarà un bar di servizio.

Le tre strutture saranno ancorate intorno a una piazza pubblica triangolare che promuoverà la musica, la danza, l’arte e altre industrie creative in Africa a Capo Verde.

Floating Music Hub, la discoteca galleggiante
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